Mille Carene – Il Podcast dei Cantieri Navali di Sestri – Episodio 7 – Cucinare in barca
In un periodo come questo, dove la moda del cuoco arriva su tutte le reti televisive, la passione cresce e con essa la voglia di sperimentare ricette anche quando siamo in barca.
Beh, non per scoraggiarvi ma, al di là della passione, ci sono temi più importanti: la sicurezza e la praticità.
La sicurezza in primis perché in barca, nelle cucine delle barche, lo spazio è veramente esiguo e anche se disponete di 4 fuochi, presto vi accorgerete che ne potrete utilizzare solo uno o al massimo 2 in quanto, quando si cucina per tutti, servono padelloni grandi e i manici occuperebbero inevitabilmente lo spazio libero, poi vi è la questione basilare del movimento.
Anche a barca ferma in rada, la stessa oscilla, rolla, sia da sola per effetto del moto ondoso, sia perché qualche “furbone” è passato veloce con il suo motoscafo e ci ha fatto rovesciare il risotto. Non parliamo poi della preparazione delle pietanze in navigazione. D’accordo, fornelli basculanti e prudenza, ma, se non costretti da lunghe tratte, nessuno prepara da mangiare in mare aperto, magari con un po’ di mare formato.
Ciò premesso parlando della praticità, si favoriranno stoviglie infrangibili.
Sull’abitudine dell’usa e getta lascio le considerazioni alla vostra sensibilità ambientale. Io personalmente non le uso da una vita e sarebbe per me una conquista che non si potessero più acquistare, ma questa è solo una mia idea.
Vi sono dei materiali infrangibili che durano decenni. È vero che vanno lavate e quindi si deve utilizzare acqua e detersivo ma con piccoli accorgimenti vi accorgerete che non è poi questo grande dramma.
Per esempio l’acqua della cottura della pasta (2 terzi acqua dolce e 1 terzo acqua marina) è un ottimo sgrassante per il lavaggio quindi non gettatela mai prima di aver lavato tutto. Poi, se avrete il buon senso di evitare condimenti troppo ricchi, vi accorgerete che lo sporco non è poi così rognoso. Alcuni hanno la buona abitudine di raccogliere le stoviglie così come sono, infilarle in una retina e appenderle fuoribordo di notte, in rada.
I pesciolini andranno a nozze coi mini avanzi e l’indomani mattina, servirà solo un rapido risciacquo.
Come detto, le fatiche per la pulizia delle stoviglie sono proporzionali al tipo di cucina che sceglierete. Approfittate dell’occasione per stare leggeri e anche la vostra forma fisica vi ringrazierà.
A questo proposito, l’operazione “leggerezza” inizia nel momento di fare cambusa.
Per esempio l’acquisto dell’immancabile tonno in scatola vedrà la preferenza del tonno al naturale (potrete poi condirlo), perché… dove gettate l’olio delle scatolette? In mare? (Oddio!) Se proprio non potete farne a meno, predisponete un barattolo o un contenitore stagno dove raccogliere tutti gli olii della cucina. Non appena arrivati in porto troverete un contenitore di olii esausti e potrete svuotarlo, oppure, in alternativa, alla prima cenetta in ristorante, potrete chiedere la cortesia al gestore.
Dopo questa lunga premessa, vediamo da dove partire per la fornitura della cucina, ammesso che ci siano le stoviglie e le pentole (alcuni usano SOLO la pentola a pressione per tutto), nel momento di fare cambusa bisogna tenere a mente che non tutti mangiano tutto e non tutti i gusti sono uguali, ma non solo, possono esserci vegetariani, vegani, intolleranti al glutine, allergici ecc… quindi PRIMA degli acquisti occorre redarre una lista di cosa NON comprare per evitare problemi. Che in mare poi, si amplificano.
Probabilmente troverete persone che non conoscete tanto bene, quelle imbarcate “last minute”, ecco, evitate battute infelici, il rispetto a bordo inizia da queste piccole cose.
Elenco della spesa:
Il fresco
Fresco sì ma non troppo. Il problema principale a bordo è lo spazio, direi che frutta e verdura vanno calcolate per un massimo di due giorni. Potrete poi rifornirvi ad un market.
Secco e scatolame in abbondanza, non temono la conservazione se rimangono chiusi.
Risparmiare acqua. Come detto prima di buttare l’acqua della pasta, ci potete cuocere le uova, le patate ecc, poi ci potete lavare i piatti e poi la potrete buttare.
Per le scorte dell’acqua è inutile negare che il PET sia praticissimo ma è doveroso pensare all’ambiente.
Ormai impazzano anche le bottigliette monodose da 20 cc. Io le trovo un’offesa all’ambiente. Cosa ne dite della classica bottiglia da un litro e mezzo in PET leggero da tenervi vicino e sulla quale scrivere il vostro nome? Si eviteranno anche i bicchieri.
Ognuno si deve responsabilizzare in merito al problema delle plastiche. Accartocciare bene il vuoto per esempio è un ottimo modo per non vederlo volare fuori bordo alla prima raffica.
Per quello che riguarda le bevande, è vero che il vino bianco è più leggero, più adatto all’estate ma ha bisogno del frigo, mentre quello rosso può stare anche in sentina o in un altro gavone fresco.
Quindi evitate acquisti dell’ultimo momento spinti dall’appetito. Fate una spesa ponderata, a stomaco pieno e con una lista in mano.
Buon appetito!
