Mille Carene – Il Podcast dei Cantieri Navali di Sestri – Episodio 6 – Il meteo, come evitare grane

Oggi parliamo di meteo, perché come dice il proverbio è meglio un grammo di prevenzione che un chilo di cura…
Viviamo nell’epoca della comunicazione H24. Veramente siamo inquinati dall’ informazione, spesso fake, più che dalla plastica. È un dato sul quale riflettere.

Tra le migliaia di informazioni spesso non richieste e spesso “festival dell’ovvio”, non poteva mancare il meteo.

Pare ormai che nessuno si azzardi più a uscire di casa senza aver guardato il meteo. Certo non fa piacere a nessuno essere sorpresi da un temporale, ma siamo umani e siamo sul pianeta terra, non dimentichiamocelo.

Tuttavia, se la nostra passeggiata in città può essere rovinata dal maltempo, diversa è la situazione del diportista che non ha una casa dove ripararsi e deve fare i conti con una serie di variabili che mettono alla prova la sua perizia.

Immancabilmente prima di una uscita in barca (o ancora più importante, prima di una vacanza o un trasferimento) si controlla accuratamente il meteo. Si spera lo si faccia da fonti affidabili piuttosto che sui siti acchiappa click. Quindi dopo aver visto la situazione generale, le previsioni di evoluzione, possiamo pianificare la vacanza, ricordandoci che è sempre meglio avere un piano B.

Quando il tempo peggiora e in mare ci si ritrova soli non è piacevole per niente. Se siete a motore, con un po’ di perizia e qualche spruzzo, potete sempre trovare un ridosso in breve tempo (se avete calcolato un piano B). Se invece siete a vela, magari un charter, non siete molto esperti e a bordo avete mogli, bambini ecc … non avere consultato il meteo può fare la differenza tra un’avventura e un incubo.
Oltre alla previsioni generali, come detto, dovreste prestare la massima attenzione ai segnali intorno a voi. Il cielo, le nuvole, i colori, il moto ondoso, il fumo sulla costa e via discorrendo, recano in sé un’analisi precisa di cosa ci aspetta nell’arco di qualche miglio.

Oggi abbiamo una sorpresa per voi, abbiamo raggiunto Gianfranco Meggiorin, un vero esperto del meteo fondatore e CEO di Navimeteo, società che fornisce appunto previsioni meteo a tutte le latitudini.

  • Buongiorno Gianfranco un saluto a te. Come prima cosa parlaci di cosa ti occupi e come riesci a fornire un servizio accurato.
  • Ciao Marco e buongiorno agli ascoltatori. Navi meteo è un servizio meteo operativo da tantissimi anni, siamo operativi h24, 7 su 7 con copertura globale vale a dire che siamo in grado di dare informazioni utili ai comandanti delle navi da crociera degli yacht delle imbarcazioni ovunque si trovino nel Mediterraneo e sugli oceani. Siamo inoltre fornitori di servizio per alcuni porti, Marinas e diamo assistenza ai lavori marittimi, siamo un team composto da una decina di previsori ed è un grosso impegno per noi perché cerchiamo di fare da traite d’union tra le fonti istituzionali e l’utilizzatore finale cercando di capire quali sono le sue esigenze e le criticità.
  • Quali sono i segnali da tenere d’occhio intorno a noi, ancor prima delle carte?
  • Le tecnologie e i sistemi di telecomunicazione si sono evoluti e quindi oggi abbiamo a disposizione una marea di informazioni tramite internet, siti che presentano bollettini, modelli, carte, immagini satellitari, radar, dati meteo costieri e dati onda metrici. Ecco, però non bisogna pensare che tutte le risposte si trovino all’interno del nostro computer. Anzi, bisogna dare tantissima importanza alla capacità di osservare direttamente il tempo sul mare. Le osservazioni fatte a bordo sono davvero preziose. Pensate ad esempio a quelle variazioni registrate dal nostro barometro che indicano le variazioni di pressione da cui dipende la forza del vento. Possono dare un’indicazione anche su un peggioramento o su un miglioramento delle condizioni generali. Un’altra cosa importante è imparare a riconoscere quelle nubi, quelle nubi che potrebbero essere associate a un fronte caldo o un fronte freddo, oppure a fenomeni isolati come a dei temporali. Se riconosciamo quelle nubi, possiamo anche dedurre qual è il vento che le sta generando. Il moto ondoso è altrettanto importante. Talvolta potremmo trovarci in calma di vento, ma osservare onda lunga. Ecco, quell’onda lunga è stata certamente generata da un flusso di venti lontani che però potrebbero estendersi, rinforzare e interessare anche la nostra zona o la nostra rotta. Insomma, le osservazioni meteo fatte a bordo sono davvero una delle componenti essenziali per capire se il tempo sta evolvendo effettivamente, come le previsioni hanno indicato.
  • Come è cambiato il clima nel Mediterraneo e di conseguenza come cambia il mestiere del previsore?
  • Che il tempo sul Mediterraneo stia cambiando è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo osservato in questi ultimi anni dei fenomeni temporaleschi assai violenti, anche in condizioni generali di tempo non troppo perturbato, con raffiche violentissime che hanno messo in difficoltà le navi durante gli ormeggi, hanno messo in difficoltà le imbarcazioni che erano in rada. Insomma, hanno generato tantissimi danni. E questo fenomeno, questi fenomeni così irruenti, improvvisi e violenti, sono sempre più frequenti. Quindi non si tratta di prevedere la burrasca di maestrale o di scirocco o di libeccio, che è un fenomeno generalizzato, ma di identificare quel fenomeno che si sta sviluppando in un’area anche piuttosto localizzata, con estrema violenza. Ecco, questa cosa è dovuta all’energia che il mare riesce ad accumulare e soprattutto nelle ultime estati c’è stato un surplus di energia accumulato dal mare e questo ha determinato fenomeni davvero intensi. Allora come bisogna reagire a questo cambiamento? I meteorologi stanno lavorando oggi con due tecniche, diciamo così, in parallelo uno è il forecasting, ovvero cercare di prevedere il tempo oggi, domani, dopodomani e capire che cosa sta avvenendo e che cosa avverrà nei prossimi giorni. La nuova tecnica è quella del nowcasting, quindi cercare di individuare un fenomeno che si è sviluppato in poco tempo in una zona specifica. Monitorarne lo spostamento e l’intensità. Ecco, il nowcasting e il forecasting sono due attività che viaggiano in simultanea e in prospettiva. La grande sfida è quella di capire il tempo, non soltanto in mare aperto, dove i modelli sono piuttosto accurati, ma soprattutto lungo le coste, perché lungo le coste, specialmente nel Mediterraneo, dove ci sono molte turbolenze generate dalle isole, dagli stretti, dalle montagne, ecco che i modelli diventano meno attendibili. Per questo servono nuove tecnologie. Si stanno mettendo in atto dei nuovi sistemi di warning proprio per monitorare questi fenomeni che possono generare ingenti danni e mettere a rischio la sicurezza della navigazione.
  • Ringraziamo Gianfranco Meggiorin di Navimeteo a Chiavari e gli auguriamo buon vento!
  • Grazie Marco e grazie agli ascoltatori. Come avete capito c’è molto da imparare. Nonostante l’età, anch’io continuo a studiare e a cercare di saperne sempre di più, ma questo è importante per una navigazione più sicura. Un saluto e a presto.

    Anche per oggi chiudiamo le trasmissioni, le nostre pillole di nautica e, come sempre, i Cantieri Navali di Sestri vi augurano buon vento!