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TECNICHE NEL REFITTING: LA SABBIATURA

TECNICHE NEL REFITTING: LA SABBIATURA

Grazie ad un ottimo lavoro di refitting si può dare una nuova vita alle imbarcazioni. Uno dei procedimenti molto importanti è la sabbiatura dello scafo.

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La pulizia delle carene è un intervento di ordinaria manutenzione che si effettua con cadenza annuale al fine di garantire e mantenere una superficie liscia.
Lo scafo, immerso nelle acque, ha bisogno di una cura speciale. Costantemente sottoposto all’azione dell’acqua, del vento e degli organismi marini, necessita frequente riapplicazione del rivestimento protettivo. Questo rivestimento assicura la resistenza all’acqua dello scafo.

Tutte le superficie sommerse infatti sono soggette al “marine fouling“, una colonizzazione di organismi acquatici e alghe. Queste provocano anche incrostazioni delle carena nel tempo.

LA CURA PER GLI SCAFI

La sabbiatura viene utilizzata per rimuovere vernice e ruggine dallo scafo della nave. Il primo passo per capire lo stato dello scafo, evidenziando problemi non visibili ad occhio nudo. La sabbiatura è un termine generico usato per descrivere l’atto di spingere pezzi molto fini di materiale ad alta velocità per pulire o incidere una superficie. La sabbia era il materiale più comunemente usato, ma poiché la silicosi della malattia polmonare è causata dall’inalazione prolungata della polvere creata dalla sabbia, ora vengono utilizzati altri materiali al suo posto.

Uno scafo è composto da vari strati, ciascuno con la sua peculiarità:

  • Gel coat: protegge la fibra;
  • Primer: evita il distacco e la formazione di crepe della vernice antivegetativa. Migliora l’adesione dello strato antivegetativo sul gel coat;
  •  Vernice antivegetativa.

La vernice antivegetativa garantisce e mantiene una superficie esterna dell’opera viva perfettamente liscia.

Ciò farà in modo da ridurre le aderenze scafo/acqua durante la navigazione, favorendo un basso consumo di carburante.

Tra le caratteristiche fondamentali di una vernice antivegetativa abbiamo: la facilità di applicazione, l’efficacia, il rispetto dell’ambiente e la durata.

Immagini Cantieri di Sestri (Genova, ottobre 2014)
Photo © Francesco Rastrelli protected by copyright

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TIPOLOGIE DI ANTIVEGETATIVE

La scelta della giusta antivegetativa va fatta tenendo conto della tipologia della barca, dell’utilizzo della stessa e delle acque in cui navighiamo. Imbarcazioni identiche ma ormeggiate in acque marine diverse, daranno risultati diversi.

Esistono due tipi di antivegetativa: a matrice dura e auto levigante.

Antivegetativa a matrice dura

Le antivegetative a matrice dura a differenza delle auto leviganti, agiscono solo chimicamente. Sono consigliate per scafi ad alta velocità, che vengono alati o carrellati spesso. Questo è dovuto al fatto che sono molto resistenti all’abrasione. Rispetto alle antivegetative auto leviganti, quelle a matrice dura hanno costi più bassi.

Antivegetative auto leviganti

Le antivegetative auto leviganti, altrimenti definite autopulenti, idrosolubili o ablative, svolgono una protezione ottimale.  Affiancano all’azione chimica, un’azione meccanica che ne aumenta l’efficacia.
Queste pitture sono facili da rimuovere con l’idropulitrice

Il rinnovamento avviene a livello di micron, pertanto non si corre il pericolo che la pittura si consumi totalmente durante la stagione.
L’unico neo è che non è consigliata per scafi ad alta velocità.

LA CARPENTERIA IN ACCIAIO E LA TECNOLOGIA NEL REFIT

LA CARPENTERIA IN ACCIAIO E LA TECNOLOGIA NEL REFIT NAUTICO

 

Quando si tratta di refit nautico in barche di grandi dimensioni, spesso si parla di lavori di carpenteria in acciaio. Sono barche che hanno una storia alle spalle anche di 60 o 70 anni che devono esser restaurate da mani esperte.

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Il refit segue in questo caso vari procedimenti, accompagnati dall’uso della tecnologia. L’uso della tecnologia aiuta i cantieri nella ristrutturazione per scoprire le falle non visibili normalmente.

Fulvio Montaldo, patron dei Cantieri Navali di Sestri, ha definito gli step necessari al refit con la carpenteria in acciaio.

 

REFIT NAUTICO: STEPS

Il primo passo necessario è segnalare i vari problemi all’interno dell’imbarcazione. “Il modo migliore e più consigliato per capire lo stato di salute di uno scafo in acciaio – spiega Fulvio Montaldo – è la sabbiatura esterna, che consente di riportare la lamiera sottostante al vivo. Così si vedono eventuali problemi diversi dal buco o da criticità più evidenti”.

Si passerà in seguito all’uso degli ultrasuoni. Grazie ad essi si analizzano vari punti dello scafo per constatare lo spessore e la variazione rispetto all’originale. “Per essere in sicurezza al momento della verifica– sottolinea Montaldo – lo strato di acciaio non deve avere uno spessore inferiore al 25%. Sopra al 20% di riduzione, i registri accettano per buono lo spessore“.

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Bisogna adoperare delle tecniche per verificare lo stato della barca anche quando ad occhio nudo non sembra ci siano particolari difetti. Tra queste tecniche non si possono che citare la sabbiatura e la radiografia.

L’utilizzo della sabbiatura è un passo importante e necessario. Grazie alla sabbiatura, infatti, si fanno emergere le zone più critiche dello scafo. Solo nei casi più gravi si possono osservare già prima le imperfezioni.

Le radiografie vengono usate per la qualità della saldatura, per la diagnostica delle eventuali imperfezioni nella struttura dei componenti dovuti ai vari processi lavorativi quali, ma non limitati a laminazione, fusione e saldature. Per avere un’ottima saldatura bisogna che i saldatori siano specializzati ed abbiano un “patentino”. Da mani sapienti emerge l’abilità e la professionalità della manodopera per una barca inaffondabile.

 

PRONTI AD INTERVENIRE

Non appena si ritrovano anomalie, si inizia ad intervenire. Vengono rimosse le parti ammalorate di acciaio per esser sostituite da nuove lastre e nuovi inserti. L’essenziale è non coprire la lamiera ammalorata. Se venisse invece coperta, tra la vecchia e la nuova lamiera, infatti, si creerebbero delle intercapedini da cui parte la marcescenza.

La procedura corretta – precisa Montaldo dei Cantieri Navali di Sestri – consiste nel tagliare la lamiera ammalorata, fino ad arrivare all’ossatura centrale e fino a trovare lo spessore originale. Qui si salda poi la nuova lamiera. Non è sempre facile saldare dentro e fuori, come invece sarebbe ideale“.

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Quando si deve saldare bisogna prestare molta attenzione alle lamiere. Bisogna infatti smussare gli angoli e renderli arrotondati, in modo da evitare che, se lasciati spigoli vivi, questi possano creare danni quali crepe. Le dimensioni devono essere tali da sostituire la porzione di fasciame che è sotto lo spessore minimo richiesto.

Grazie al ciclo di pitturazione, le lamiere vengono preservate dopo, garantendo così la loro protezione. Un passaggio fondamentale è la protezione catodica. Questa tecnica elettrochimica salvaguardia dalla corrosione le strutture metalliche esposte a un ambiente elettrolitico (nel nostro caso acqua marina) che può essere aggressivo nei confronti del metallo.

Una volta terminato il lavoro di sostituzione delle parti ammalorate, si applicano degli anodi di zinchi sacrificale, che proteggono lo scafo dalle correnti galvaniche.

Tutti questi procedimenti vengono svolti solo da veri professionisti del settore.

Un minimo sbaglio potrebbe compromettere l’integrità dell’imbarcazione.

Refitting professionale yacht: suggerimenti e consigli

REFITTING PROFESSIONALE YACHT: SUGGERIMENTI E CONSIGLI

 

Dalle migliorie al refitting professionale, molti suggerimenti dai professionisti del settore per dare nuovo lustro agli yacht.

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È una cosa perfettamente normale che un proprietario di yacht trasferisca la responsabilità delle riparazioni, della manutenzione ordinaria o anche del restauro totale di uno yacht a un cantiere navale.

REFITTING PROFESSIONALE: PERCHÉ SAREBBE NECESSARIO?

Un proprietario può richiedere che vengano effettuati alcune operazioni di refitting, migliorie o semplicemente delle operazioni per soddisfare le esigenze diverse da quelle che erano quando lo yacht è stato costruito per la prima volta.

Immagini Cantieri di Sestri (Genova, ottobre 2014)
Photo © Francesco Rastrelli protected by copyright

Alcuni dei motivi combinati per cui uno yacht potrebbe aver bisogno di un lavoro di riparazione o restauro includono:

  1. Riparazioni di emergenza
  2. Revisione dei macchinari e del motore
  3. Riqualificazione degli interni
  4. Estensione della nave
  5. Manutenzione e/o aggiornamento del sistema HVAC
  6. Indagini statutarie – richieste dagli stati di bandiera ogni 5 anni
  7. Riverniciatura:
    • della sovrastruttura – necessaria ogni 3-5 anni;
    • dello scafo – necessaria ogni 3-5 anni;
    • dell’antivegetativa – necessaria ogni 1 o 2 anni.

ASPETTI DEL RESTAURO E DELLE RIPARAZIONI DEGLI YACHT

Yacht Refitting Pittura

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Il processo di refitting di uno yacht può essere suddiviso in diversi segmenti.
Questi sono:

  1. Valutazione del lavoro da svolgere nell’ambito della pianificazione preliminare del progetto
  2. Scegliere il miglior cantiere navale per gestire le riparazioni
  3. Comprendere l’implicazione dei costi attraverso l’approvvigionamento di preventivi
  4. Input tecnico e requisiti logistici
  5. Trovare appaltatori adatti
  6. Supervisione e gestione completa del progetto
  7. Quali servizi aspettarsi da un cantiere navale

 

ACQUISTARE UN NUOVO YACHT O RESTAURARNE UNO?

Puoi optare per una costruzione completamente nuova o puoi trovare un vecchio yacht e farlo convertire e restaurare secondo i tuoi gusti.

Quando senti parlare di convertire o rinnovare uno yacht esistente, potresti pensare che questa sia una scelta inferiore.
Bene, non potresti sbagliarti di più!
Gli esperti in realtà raccomandano questo rispetto a una nuova build definitiva per i seguenti motivi:

  1. con il livello di progresso tecnologico odierno, il restauro o la ristrutturazione dello yacht può essere così completo e totale che il prodotto finito non assomiglierà in alcun modo allo yacht originale da cui è stato ristrutturato;
  2. è molto più conveniente. Basta pensare che scegliere l’opzione per rinnovare o convertire una nave esistente può costare un terzo di quanto costerà costruirne una nuova da zero.

Il Cantiere Navale di Sestri nel corso della sua storia ha dato modo a molte imbarcazioni di ritrovare il loro massimo splendore. Un lavoro svolto dalle migliori maestranze, unendo le idee degli armatori durante tutto il percorso fino alla realizzazione del progetto.

Dalle tug boat (scampate così al disarmo) alle vere e proprie regine dei mari, molte sono finite al Cantiere per dei lavori di refitting professionale. La dedizione e l’impegno del Cantiere, ha fatto sì che molti armatori abbiano affidato i loro sogni e progetti nelle loro mani, spargendo le voci tra gli armatori di tutto il mondo.

Affida i tuoi sogni al Cantiere Navale di Sestri e ridai nuova vita alla tua regina dei mari!

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IL RESTAURO SULLA RIVA CARAVELLE

IL RESTAURO SULLA RIVA CARAVELLE SECONDA SERIE

Il restauro della Riva Caravelle e la metamorfosi di un classico. L’eleganza, modernità e originalità al Cantiere Navale di Sestri.

Riva Caravelle Seconda Serie

REFITTING PROFESSIONALE SULLA RIVA CARAVELLE SECONDA SERIE

Al Cantiere Navale di Sestri è stato effettuato un lavoro di restauro barche su di un raro Riva Caravelle seconda serie. Una barca che aveva subito delle modifiche ancora prima che il suo attuale armatore l’avesse comprata. Una timoneria più allungata e l’aggiunta di un fly bridge avevano reso meno piacevoli le proporzioni della barca. Ciononostante è rimasta intaccata l’eleganza senza tempo data dai creatori: Carlo Riva De Vries, maestri dello stile e design.

Ad eseguire i lavori di refitting nel Cantiere Navale di Sestri è stato l’architetto Matteo Picchio. Con oltre vent’anni di esperienza nel settore ed una conoscenza delle fasi di restauro, Matteo Picchio è stata la scelta giusta per la Caravella.
Il suo stile sobrio e fuori dai tempi si addiceva per le fasi complesse che avrebbero riportato l’autentico potenziale.

I COMPROMESSI PER UN NUOVO STILE

Refit Riva Caravelle

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I lavori effettuati precedentemente avevano reso la barca più funzionale compromettendone le linee originali a favore di una maggiore praticità. Rimuovere la timoneria allungata avrebbe significato togliere il salone a livello del ponte. Bisognava quindi effettuare un refitting professionale che avrebbe potuto riportare la nave allo stile degli antichi vascelli scopritori.

La soluzione geniale è stata quella di allungare lo scafo, per ridare la giusta proporzione e aggiungere un prezioso volume a poppa. Non è stato invece risparmiato il fly, sostituito da un prendisole più nello stile del Caravelle. Ulteriori modifiche sono state apportate agli interni.
Il Caravelle doveva avere uno stile sobrio e classico ma non nello stile degli anni ’60.
Matteo Picchio ha utilizzato una tecnica basata su un sapiente gioco di orientamento complanare delle venature del legno di teak con sottili comenti sottomessi fra i pannelli. Trovato il giusto compromesso anche nelle illuminazioni, in cui al mix moderno dei  led di ambientamento e alle sobrie plafoniere a soffitto, la barca ha ritrovato il suo fascino.

Lo stile della ferramenta, invece, si è cercato di adattarlo al resto della barca come se fossero originali. Un lavoro complesso iniziato più da scelte filosofiche che progettuali.

LA PASSIONE PER IL RESTAURO

Tutte le imbarcazioni devono subire nel corso della loro vita degli interventi di mantenimento e di restauro. Il Cantiere Navale di Sestri fin dal principio ha messo a disposizione le sue maestranze per accogliere le esigenze delle varia navi e dei suoi armatori. Tutte operazioni complesse e pericolose, vengono eseguite con estrema cura ed attenzione. Ciascuno esperto all’interno del Cantiere collabora per la messa a nuovo. Dalla carpenteria, alla falegnameria, dalla saldatura dell’acciaio o dell’alluminio all’ elaborazione della vetroresina, meccanici, elettricisti, ebanisti ed esperti in elettronica.

Al Cantiere si concilia l’arte antica del navigare alla passione per un mestiere che si ripete ogni giorno, alla evoluzione e alle nuove tecnologie.

RESTAURO BARCHE: IL LAVORO SULLA TUG BOAT “TENACE II”

RESTAURO BARCHE: IL LAVORO SULLA TUG BOAT “TENACE II”

Dalle maestranze del “Cantiere Navale di Sestri“, nel 2007 un restauro d’eccezione per il rimorchiatore, destinato al disarmo, “Tenace II“.

Restauro Tenace II

 

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Una storia lunga più di quarant’anni non è quasi servita alla rimorchiatrice “Tenace II” che ha rischiato il disarmo.
Ma grazie alle maestranze del Cantiere Navale di Genova, è riuscita a scampare al suo destino.
Impossibile che una barca di classe venisse così distrutta senza darle una nuova vita.
Notata dall’architetto milanese Matteo Picchio, la nave è stata commissionata al Cantiere. Così, dopo anni che era ormeggiata, la nave è stata rilevata e trasferita a Genova per iniziare i lavori.

 

DA RIMORCHIO A YACHT DI LUSSO

L’obiettivo era quello di restaurare la “Tenace IIin modo da renderlo un yacht da riporto di lusso.
I controlli sono partiti dalle lamiere dell’opera viva per verificarne lo stato. Tramite della sabbia “sparata” ad alta pressione, si è riusciti a capire la sottigliezza dello spessore dell’acciaio e quanto fosse malridotto lo scafo. Per fortuna, quest’ultimo, era sano e salvo.
Per diventare uno yacht di lusso era necessario rimuovere il superfluo per fare spazio al nuovo.
Niente più gancio di traino né verricello di tonneggio.

RESTAURO TENACE II

 

Aggiunta molta modernità ed impianti di tutto rispetto: un sistema oleodinamico alimentato da due gruppi elettrogeni da 70 KW ciascuno.
La propulsione ausiliaria è stata realizzata inserendo al centro della pala del timone, un piede idraulico. Il piede ha un diametro di 600 millimetri ed una portata di 120 KW. La velocità nel caso di avaria del motore principale è di circa quattro nodi.

L’ECCELLENZA PER DARE NUOVA VITA

Molti sono i lavori di restauro commissionati al Cantiere Navale di Sestri. Periodicamente arrivano sempre più richieste di manutenzione, sverniciatura e controlli strutture e rimotorizzazione.
Dai Carabinieri alla Guardia Costiera fino agli armatori più esigenti.
Interventi accurati su varie imbarcazioni e tipologie anche su scafi in legno, alluminio, vetroresina o composito.
Un giro di voci che rende il Cantiere un punto importante per gli armatori di tutto il mondo.

RESTAURO - TENACE II

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LAVORI DI RESTAURO: GLI STEP

Quando viene commissionata una barca, il primo step si basa su una ricerca storica. Dalla ricerca viene realizzato un progetto insieme all’armatore per valutare quali operazioni effettuare e le loro soluzioni. Durante la fase di progettazione vengono eseguiti anche i rendering, le tavole progettuali dettagliate e i particolari costruttivi.
Ultimo, non meno importante, si redige un dettagliato capitolato con le specifiche delle opere da eseguire. Procedimenti che servono a riportare le imbarcazioni non solo ai loro antichi fasti ma anche a renderle dei capolavori odierni.

Per Fulvio Montaldo, presidente dei Cantieri Navali di Sestri, vale la regola: “Tratta bene un cliente e prima o poi scorgerai all’orizzonte la prua della sua imbarcazione
Ed è questa volontà di soddisfare il cliente a far sì che si instaura un rapporto di fiducia.

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DAL RIMESSAGGIO DI IMBARCAZIONI STORICHE ALL’INNOVAZIONE

DAL RIMESSAGGIO DI IMBARCAZIONI STORICHE ALL’INNOVAZIONE

Dai maestri d’ascia specialisti nel rimessaggio navale agli esperti di nuove tecnologie costruttive, il Cantiere Navale di Sestri vira verso il futuro.

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L’eccellenza delle maestranze specializzate ha da sempre distinto il Cantiere Navale di Sestri.
Grazie ai suoi livelli qualitativi e per i grandi lavori di refitting che li hanno da sempre distinti, sono riusciti ad ottenere molti clienti esteri.
Nonostante l’effetto COVID avesse ridotto le lavorazioni ad inizio pandemia al 20%, il cantiere ha ripreso la sua attività tra lavori di refit e manutenzione barche ma con grandi novità.

In una intervista rilasciata alla rivista Nautica, Fulvio Montaldo, presidente dei Cantieri Navali di Sestri, ha voluto precisare come il cantiere guarda sempre in avanti, investendo sulle capacità tecniche e tecnologiche in un settore che evolve rapidamente.
Una capacità “made in Italy” che viene molto apprezzata anche e soprattutto all’estero.

L’obiettivo rimane quello di sempre: garantire il meglio, senza compromessi, per tutti i clienti.

 

Con la ripresa del mercato ha potuto rilevare anche dei cambiamenti?

“Il Covid ha fatto riscoprire l’andare per mare agli italiani. Ho visto un rinnovato entusiasmo e un ritorno alle barche, soprattutto piccole, che era venuto meno negli ultimi dieci-quindici anni. Alla vacanza in barca ne era preferita una con un volo low-cost, per un turismo economico. Venendo forzatamente meno questa forma di turismo, molti hanno riscoperto che la nautica da riporto non è per niente male.”

cantieri navali di sestri

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DALLA CRISI COVID ALL’ESPANSIONE

Se il Covid ha risvegliato la fascia delle imbarcazioni minori, resta comunque il fatto che negli anni precedenti il mercato si è orientato verso dimensioni maggiori.

“Tendenzialmente la crisi economica che ha colpito la media borghesia, specie a partire dalla crisi del 2008, e il concentrarsi dei redditi verso una fascia più alta e ristretta ha effettivamente portato progressivamente verso un mercato di imbarcazioni sempre più grandi, sia nella vendita del nuovo sia del refitting.
Un trend che noi continuiamo a seguire, nonostante gli spazi che abbiamo siano sempre saturi.
Ecco perché abbiamo allo studio – attualmente in fase autorizzativa – un programma che prevede la creazione di un nuovo scalo pensato soprattutto per barche a vela fino a 42 metri di lunghezza, con travel lift e una vasca da 250 tonnellate con un pescaggio di sei metri e undici metri di larghezza per ospitare anche catamarani. Un mercato quest’ultimo in forte espansione e che trova pochi scali adeguati.”

Quindi un nuovo scalo per estendere la vostra offerta a particolari tipologie di unità.

“Sì, per offrire ad esempio un servizio per imbarcazioni con caratteristiche costruttive molto moderne, come il carbonio. Senza ovviamente dimenticare che possiamo sempre ospitare imbarcazioni con caratteristiche ‘antiche’. Come quelle in legno, ossia delle imbarcazioni ‘delicate’ che richiedono particolare attenzione.”

 

 

IL “MADE IN ITALY” CHE PIACE

Avete molti clienti stranieri?

“Ormai circa l’80% delle nostre commesse proviene dall’estero. Peraltro essere da così tanto tempo sul mercato fa sì che siamo molto conosciuti non solo dagli armatori ma anche dai comandati. Questi ultimi rappresentano davvero un veicolo pubblicitario per noi molto importante, dato che spesso ci conoscono da decenni e sanno come lavoriamo. E quindi il passaparola funziona molto bene. D’altra parte il “made in Italy” ha il suo perché anche nel mondo del refitting, visto i nostri livelli qualitativi. E aggiungerei, con un rapporto qualità/prezzo estremamente giusto e perciò molto apprezzato.”

 

UN CANTIERE AL PASSO CON L’INNOVAZIONE

Ci sono richieste nuove rispetto al refitting più tradizionale?

“C’è senz’altro più richiesta di elettronica, un settore che evolve molto più rapidamente di qualsiasi altro. Ma anche in questo caso ne nostre maestranze sono in grado di offrire la migliore competenza.”

 

I vostri piazzali sono pieni di barche molto più recenti. Da ciò si capisce che non vi occupate solo di barche storiche.

“Certamente no, anche se sono quelle che più si ricordano. Devo tuttavia dire che pure le barche moderne possono dare grandi soddisfazioni. Tra quelle contemporanee mi viene in mente ad esempio “Ability“, uno yacht a motore di gran lusso di 41,4 metri con un baglio di 8 m e un pescaggio di 2. Costruito totalmente in alluminio da Baglietto su uno spettacolare progetto di Tommaso Spadolini, è stato consegnato nel 2004 al suo proprietario originale, lo stilista Roberto Cavalli. Questo sofisticato e bellissimo yacht ha richiesto interventi ad alto contenuto tecnologico: uno su tutti, la revisione e il ripristino degli impianti idrogetti di produzione Kamewa/Rolls-Royce, oltre alle operazioni di manutenzione di carpenteria in alluminio e alla riverniciatura completa.”

 

 

NEWS, Rimessaggio, Rimessaggio Nautico

L’ARTE DEL REFITTING DI YACHTS E BARCHE A VELA IN LEGNO

IL REFITTING DI BARCHE A VELA IN LEGNO

Il Cantiere Navale di Sestri specialista nel refitting di barche a vela in legno è stato scelto dal superyacht da 52 metri “Uno”.

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Questo Superyacht vincitore di molti prestigiosi premi, in particolare The World Superyacht Awards” nel 2008, ha commissionato il servizio di refitting e manutenzione per la stagione estiva approdando al Cantiere Navale di Sestri.

Si tratta di un’imponente barca a vela in legno di 52 metri, costruita dai cantieri Royal Huisman nel 2007 e refittata nel 2017, che ha scelto le maestranze altamente specializzate dei Cantieri Navali di Sestri per ritornare al suo massimo splendore.

LA MAESTRIA DEL CANTIERE

Per questo superyacht sono stati svolti vari lavori, dai controlli di manutenzione ordinaria per una navigazione in sicurezza, alla carteggiatura della carena, all’applicazione di nuovi strati di antivegetativa specifica.
Lavori effettuati con massima precisione e cura che si addice al Cantiere Navale di Sestri.

GARANZIA E AFFIDABILITÀ

Il cantiere è una garanzia nel settore del refitting di barche a vela in legno, grazie alle maestranze specializzate dei propri falegnami e maestri d’ascia,  sinonimo di affidabilità e qualita e per lavorazioni più complesse e delicate, tra cui il rifacimento delle coperte in teak, il cantiere affianca ai propri falegnami e collaboratori il compito di raggiungere la massima soddisfare da parte degli armatori più esigenti.

E proprio grazie a questa cura fin nei minimi particolari, il cantiere navale, nel tempo è riuscito a raggiungere prestigio e riconoscimento nel settore e da parte dei numerosi clienti naazionali ed internazionali.

 

 

cantieri navali di sestri
Refitting, Refitting Nautico

REFIT NAUTICO: RIPORTARE IN VITA UN SOGNO

REFIT NAUTICO: COSA SIGNIFICA, PERCHE’ E’ IMPORTANTE E COME OPERIAMO

Intervista al patron dei Cantieri Navali di Sestri, Fulvio Montaldo, sull’importanza del refit nautico.

cantieri navali di sestri

La semplice traduzione del termine: “refitting” é una parola inglese che significa “rimontaggio” ma nel gergo cantieristico applicato ad una barca, Il termine include anche tantissime attivitá, che vanno da una piccola riparazione, fino al rinnovo completo dell’imbarcazione!

L’obiettivo del refitting é quello di combattere l’etá e l’usura della barca e mantenere la migliore condizione possibile.  Spesso ci sono parti sensibili  soggette all’usura (come lo scafo) che devono essere rimesse a nuovo spesso, mentre ci sono altre parti, che possono essere modificate dopo molti anni (come ad esempio il mobilio interno).

Il significato di Refitting,  non si rivolge solo alla manutenzione e restaurazione di imbarcazioni, ma anche al miglioramento delle performance o all’aumento dei comfort, sono considerati attivita’ incluse nel significato di refitting nautico.

L’IMPORTANZA DEL REFITTING PER RIDARE NUOVA VITA

Abbiamo chiesto a Fulvio Montaldo, leader del Cantiere Sestri and uno dei massimi esperti di refit, di parlarci del refitting nautico e lui dice espressamente…

Il refit di una barca significa ridare voce a un sogno, riportare in vita un sogno, nel senso che la barca di per sé è un sogno, a qualsiasi livello: dal barchino di 4-5 metri per andare a fare la pescata, fino al grande yacht.”  Il refitting e’ un lavoro che richiede una cura nei minimi dettagli anche nella selezione delle innovazioni tecnologiche da inserire. “Tutta l’idraulica, l’impiantistica, su una barca anche vecchia, ci permette di usare tanta tecnologia, fino alla domotica, perche rispetto a cinquant’anni fa sono cambiate le esigenze a bordo.”

 

REFIT NAUTICO

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Chi richiede un lavoro di refitting spesso ha delle richieste ed esigenze particolari che un cantiere ha da soddisfare.

Spesso gli armatori ci stanno ad ascoltare, ma se parliamo di refit di barche, dai 20-25 metri in su,- afferma Montaldo normalmente l’armatore ha un suo progettista o un architetto che gli consigliamo noi.”

L’APPROCCIO CON IL CLIENTE


“Il primo approccio che l’armatore vuole avere è quello del preventivo. E noi chiediamo: ‘cosa ti serve?’. Normalmente io mi faccio dare le linee guida per fare un preventivo di massima. Poi ci sono sempre le incognite che emergono in lavorazione, ma quasi sempre il preventivo è in linea con il lavoro finale. Sulla parte tecnica si lasciano guidare da noi, mentre sugli interni e sugli arredi lasciamo fare tutto all’armatore.”

Yacht Refitting Pittura

 

“Ognuno vuole la sua barca, perché la barca non è soltanto l’uscita in mare, il bagno e la bevuta a bordo. La barca è qualcosa che diventa parte dell’armatore, che gli appartiene. E’ vero, per quanto uno usa la barca, ma soprattutto sopra certe dimensioni, converrebbe noleggiarla. Ma non è la stessa cosa. E il piacere di avere una barca tua ha un prezzo.”

News, Refitting, Refitting Nautico

REFIT DI BARCHE E L’AUMENTO DELLE RICHIESTE DURANTE LA PANDEMIA

IL REFIT DI BARCHE, E L’AUMENTO DELLE RICHIESTE DURANTE LA PANDEMIA

La necessità di evadere durante la pandemia, ha fatto impennare gli acquisti di imbarcazioni e aumentare il refit di barche.
Grazie al distanziamento sociale e alla voglia di libertà, in molti hanno deciso di godersi il mare.
Dall’inizio della pandemia, un aumento degli acquisti di nuove barche medio-grandi e dei lavori di manutenzione e riparazione di barche

Cantieri Sestri

 

RISCOPRIRE LA NAVIGAZIONE DURANTE IL COVID-19

Tutte le limitazioni anti-Covid imposte nel corso del tempo, hanno favorito la riscoperta delle barche e soprattutto al loro rimessaggio.
Una rivincita verso il turismo a basso costo.
Se prima molta gente si spostava grazie agli aerei, durante la pandemia, la voglia di evasione, ha aumentato gli incassi del mercato delle barche piccole e medie.
La barca è una buona soluzione al problema del distanziamento sociale e a tutte le problematiche sociali legate al Covid.

Lo stesso Cantiere Navale di Sestri non ha smesso di lavorare, grazie al rimessaggio di tante unità intorno ai 10 metri. Piccole barche desiderose di riprendere il mare dopo una messa a punto.

cantieri navali di sestri

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Fulvio Montaldo, titolare del Cantiere Navale di Sestri, racconta l’esperienza vissuta durante l’inizio della pandemia.

“La crisi l’abbiamo sentita, come tutti, ma non ci ha messo in ginocchio. Anzi, c’è stato un fattore ‘sorpresa‘, ovvero il mercato delle barche piccole e medie. C’è stata una grossa fetta di persone che hanno capito e deciso che la barca sarebbe stata una buona soluzione al problema del distanziamento sociale e a tutti i problemi del Covid, e quindi abbiamo rimesso a posto tante barche.”

Più esigenze da parte degli armatori ma resta lo spirito. Il Cantiere Navale di Sestri ha dovuto modificare anche i loro protocolli per soddisfare i clienti.

Abbiamo avuto molti equipaggi che ci hanno imposto, ma lo avremmo imposto anche noi, il protocollo anti Covid. Vale a dire, in cabina a lavorare non più di due persone, sanificazione dei locali dopo ogni lavoro, etc. Mi è stata chiesta con una certa, e aggiungerei correttamente, severità l’applicazione dei protocolli e ho notato anche da parte degli equipaggi una certa sensibilità sul tema della sicurezza. Più da parte degli italiani che degli stranieri, ma tutti sono stati molto attenti.”

Manutenzione e Riparazione Barche Storiche e Yachts, Refitting, Refitting Nautico

L’UTILIZZO DEL TEAK NEL REFITTING NAVALE

L’UTILIZZO DEL TEAK NEL REFITTING NAVALE

Per un refitting navale il teak è uno degli alleati per apportare delle migliorie consistenti all’imbarcazione.
Il teak garantisce alla barca durataimpermeabilità e isolamento termico, un valore aggiunto non solo nell’estetica.

Immagini Cantieri di Sestri (Genova, ottobre 2014)
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Un armatore sa quanto sia importante che un refitting sia fatto bene.
Il teak è una tipologia di legno molto duro e resistente grazie alla resina oleosa naturale che lo protegge.
Sopporta le escursioni termiche, l’umidità, gli attacchi della salsedine e degli agenti atmosferici, classificati come nemici per qualsiasi tipo di legno. Queste proprietà, infatti, lo rendono uno dei prodotti di maggior interesse nel mercato insieme all’ebano, guaiaco e bosso.

I BENEFICI DEL TEAK

Abbiamo chiesto a Fulvio Montaldo, esperto di rimessaggio nautico e titolare dei Cantieri Navali di Sestri , cosa ne pensa di questo legno pregiato per i lavori sulle imbarcazioni.

Grazie alle sue caratteristiche di bellezzadurabilitàresistenzaduttilità, e immarcescibilità, – racconta Fulvio Montaldo il teak risulta un legno eccellente per le applicazioni più diverse, tra cui anche l’utilizzo a bordo di imbarcazioni.
Solitamente il teak viene posato in doghe da 65 millimetri per le imbarcazioni più grandi, mentre la larghezza scende a 40/45 millimetri per le barche più piccole, con spessori che variano dagli 8 ai 12 millimetri. Un tempo si costruivano barche con spessori diversi, ma oggi ci sono problemi di reperibilità e di ecologia“.

 

Il teak  permette in estate di non bruciarsi i piedi mentre si cammina scalzi a bordo e isola i locali dal caldo. Si tratta di una tavola di legno, con un certo spessore, con certe caratteristiche che durano nel tempo, che serve a impermeabilizzare e isolare termicamente“.

Se si vuole invece refittare una coperta di plastica invece “è sufficiente – spiega Montaldo pitturare il copertino, mettendoci un mandorlato di plastica, o pitturare, lisciarlo e coprirlo con l’antisdrucciolo. Ma vere alternative che appaghino gli occhi come una coperta in teak non ne esistono. Se dovessimo trovare alternative per ridurre i costi, potremmo pensare ad un compensato, fare dei settori e pitturarli con antisdrucciolo, garantendo un po’ di isolamento termico, impermeabilità e antisdrucciolo“.

Nonostante i problemi di reperibilità e di ecologia legati al teak, secondo Montaldo, “Allo stato attuale, però, è la soluzione migliore per la coperta di una barca. Infatti, ancora oggi, avere la coperta in teak è un valore aggiunto per l’imbarcazione“.