MILLE CARENE – IL PODCAST DEI CANTIERI NAVALI DI SESTRI – EPISODIO 18 – Uomo a Mare – Prevenzione, Recupero e Sopravvivenza
“Oggi affrontiamo una delle emergenze più temute in mare: l’uomo a mare. Cosa fare quando qualcuno cade in acqua? Come si può prevenire? E se fossimo noi a trovarci in questa situazione, come possiamo sopravvivere?”
Un dato significativo: “Ogni anno, decine di casi si trasformano in tragedie perché non si seguono le giuste procedure. Ma ci sono anche storie di salvataggi incredibili. Oggi ve ne racconto due.”
1. Perché si cade in mare?
- Cause principali:
- Perdita di equilibrio su barche in movimento.
- Scarsa attenzione, condizioni meteo avverse.
- Scarpe sbagliate, scivolose, niente scarpe sportive, neanche scalzi. La coperta bagnata è una saponetta. Poi magari abbiamo fatto gasolio e qualche schizzo è stato asciugato male… ancora peggio
- Malori improvvisi o stanchezza che rallenta l’attenzione. Una bomata improvvisa (rischiosissima perché si corre il rischio di cadere in mare privi di sensi)
- Errori nelle manovre, specialmente di notte, a vela. Non si leggono i mostravento al buio in testa d’albero e le andature in poppa se c’è mare grosso, sono pericolose.
Storia 1: L’uomo a mare in solitaria
Un velista esperto navigava di notte in solitaria al largo dell’Atlantico. Un’onda improvvisa lo ha sbalzato fuori bordo mentre sistemava una vela.
Purtroppo primo grande errore per un solitario è non essere imbragato con Life line, con cintura di sicurezza o cordone ombelicale.
Per fortuna, indossava un giubbotto autogonfiabile con PLB (Personal Locator Beacon), che ha trasmesso la sua posizione ai soccorsi. La barca se n’è andata, immaginate il suo terrore nel vederla allontanarsi.
Dopo 6 ore in mare, è stato recuperato da una nave mercantile.
Lezione: Anche i più esperti possono cadere in mare. Ed è ancora più drammatico se il più esperto cade in mare, CHI lo recupera?
L’uso del giubbotto e di un PLB può fare la differenza tra la vita e la morte.
2. Come prevenire una caduta in mare?
- Indossare sempre un giubbotto di salvataggio, specialmente di notte o in condizioni difficili.
- Muoversi con cautela, mantenendo tre punti di contatto con la barca. Dice il detto, hai due mani, una per te e una per la barca. NON usare mai entrambe le mani per trasportare o spostare qualcosa a bordo. Una mano serve sempre per ancorarci saldamente alla barca.
- Evitare di sporgersi senza cintura di sicurezza in navigazione.
- Formazione dell’equipaggio per situazioni d’emergenza. Almeno due persone a bordo devono essere in grado di recuperare l’uomo a mare.
3. Come recuperare chi cade in mare?
- Fase 1: Gridare “UOMO A MARE” e lanciare il salvagente. Chiunque se ne accorga.
- Fase 2: Tenere sempre d’occhio il naufrago. Fondamentale che uno si dedichi SOLO a quello mentre gli altri manovrano.
- Fase 3: Manovrare con cautela e avvicinarsi sopravento.
- Fase 4: Utilizzare una scaletta, una cima o una rete per il recupero.
Storia 2: Il salvataggio al largo della Corsica
Una coppia in crociera si è accorta che un membro dell’equipaggio era scomparso.
Grazie alla prontezza del comandante, hanno attivato il MOB con GPS e lanciato un segnale di soccorso.
Dopo 40 minuti di ricerca, lo hanno individuato con una torcia.
Il recupero è stato complesso a causa delle onde, ma con un parabordo e una cima sono riusciti a issarlo a bordo.
Lezione: In caso di emergenza, rapidità e procedure corrette fanno la differenza.
4. Come sopravvivere in acqua finché non ci trovano?
In genere cadere fuori bordo senza ausili di sicurezza è morte certa. La sopravvivenza minima in acque fredde 3/10 gradi è di pochi minuti, in acque calde 22/25 gradi arriva a 24/36 ore. Questo nella media perché vi sono casi eccezionali di superamento di tali tempi. Quindi se si cade:
- Rimanere calmi, galleggiare e non sprecare energie.
- Proteggersi dall’ipotermia adottando la HELP Position. Fetale
- Segnalare la propria presenza con movimenti delle braccia, fischietti, torce.
Conclusione
“Essere preparati fa la differenza tra la vita e la morte. In mare la sicurezza non è mai troppa.”
Infine un ultimo consiglio. Ci sono casi di ritrovamento di barche in alto mare senza nessuno a bordo. Purtroppo qualcuno spinto dall’euforia di una giornata splendida si è tuffato in mare aperto senza aver pensato a posizionare la scaletta per la risalita PRIMA del tuffo.
Ora, la maggior parte delle barche in circolazione è fornita di spiaggetta o piattaforma di poppa dalla quale si risale facilmente, ma così non è se navigate con barche in stile tipo navette a motore o barche a vela dalla poppa altissima. Anche se il mare è calmo, sulla barca non ci salirete più.
Non rimane che condividere questi consigli a chiunque. Soprattutto a chi noleggia la barca e non è tanto avvezzo alla navigazione.
Noi ci teniamo a diffondere passione, cultura e amore per il mare.
Siamo sul pezzo da quasi 100 anni.
Siamo i Cantieri navali di Sestri.
