MILLE CARENE – IL PODCAST DEI CANTIERI NAVALI DI SESTRI – EPISODIO 17 – La storia delle vele: Forme, materiali ed evoluzione
1. Le prime vele: l’inizio della navigazione
Le prime testimonianze dell’uso delle vele risalgono a circa 5000 anni fa, quando gli Egizi iniziarono a sfruttare il vento per risalire il Nilo. Le loro barche erano dotate di vele rettangolari in lino, montate su alberi semplici, che permettevano di navigare con il vento in poppa. (venti dominanti da nord, mentre per andare in direzione opposta cioè verso la foce, usavano la corrente e i remi)
Successivamente, i Fenici e i Greci perfezionarono le vele, utilizzandole nelle navi mercantili e da guerra. Queste vele erano ancora prevalentemente quadre, ideali per la navigazione in mare aperto con venti favorevoli. I Romani adottarono soluzioni simili, migliorando la robustezza delle attrezzature.
Tuttavia, le vele quadre avevano un grande limite: potevano sfruttare il vento solo da direzioni favorevoli, ma non controvento. Questo significava che la navigazione era vincolata alla direzione del vento, rendendo alcuni viaggi molto più lunghi e complessi. Oppure erano costretti a remare controvento con le famose galere.
2. L’evoluzione: dalla vela quadra alla vela triangolare
Con il Medioevo arrivò una delle innovazioni più importanti della storia della vela: la vela latina. Probabilmente introdotta dagli Arabi nel Mediterraneo, questa vela triangolare permetteva di navigare di bolina, cioè con il vento proveniente da una direzione non perfettamente favorevole.
La vela latina fu adottata rapidamente dalle imbarcazioni del Mediterraneo, come le feluche e le tartane, e fu fondamentale per lo sviluppo della navigazione commerciale.
Nel frattempo, nel Nord Europa, le grandi navi come i drakkar vichinghi e le caracche continuarono a utilizzare vele quadre, che garantivano stabilità e potenza con venti portanti.
L’epoca delle esplorazioni marittime, tra il XV e il XVII secolo, portò a una combinazione vincente: le vele quadre per la velocità in mare aperto e le vele triangolari per la manovrabilità. Le caravelle di Cristoforo Colombo, ad esempio, montavano entrambe le tipologie per adattarsi alle diverse condizioni del vento.
Con il passare del tempo, le navi a vela divennero sempre più efficienti, culminando nei clipper dell’Ottocento, che sfruttavano un complesso sistema di vele di diverse forme per massimizzare la velocità. Inizia la corsa al tè.
Poi inizia la corsa verso gli stati uniti e si iniziano a macinare record
Il record di traversata atlantica a vela per un clipper fu stabilito nel 1854 dalla nave Lightning, progettata dal famoso architetto navale Donald McKay.
La Lightning coprì la distanza tra New York e Liverpool in 13 giorni e 19 ore, un tempo straordinario per l’epoca. Questo rimase uno dei record più impressionanti per le navi a vela commerciali prima dell’avvento del vapore.
La goletta Atlantic stabilì un record leggendario per la traversata atlantica a vela nel 1905, durante la Kaiser’s Cup, una regata organizzata dal kaiser Guglielmo II.
L’Atlantic, una splendida goletta a tre alberi progettata da William Gardner e comandata dal famoso velista Charlie Barr, coprì la distanza tra Sandy Hook (New Jersey) e The Lizard (Cornovaglia, Regno Unito) in 12 giorni, 4 ore, 1 minuto e 19 secondi.
Questo record rimase imbattuto per 75 anni come il più veloce tempo di traversata atlantica a vela in equipaggio, fino a quando non venne superato nel 1980 da un trimarano moderno con Eric Tabarly al timone.
L’Atlantic è ancora oggi considerata una delle più belle e performanti golette della storia.
Fino al 1870, il viaggio in nave verso le Americhe era realizzato con imbarcazioni a vela e poteva durare fino a 60 giorni. Con l’avvento della navigazione a vapore, intorno agli anni ’90 dell’Ottocento, questo tempo venne ridotto a 20/30 giorni.
3. I materiali: dal lino e cotone ai compositi moderni (2 min)
Oltre alla forma, anche i materiali delle vele hanno subito un’enorme evoluzione.
- Nell’antichità, le vele erano realizzate in fibre naturali come lino o canapa, spesso impregnate con grasso animale o olio di lino per resistere all’acqua.
- Con la Rivoluzione Industriale, il cotone trattato e cerato sostituì il lino, offrendo maggiore leggerezza e durata. Questo materiale fu dominante fino alla metà del XX secolo.
- Dagli anni ’50 in poi, con l’avvento dei materiali sintetici, il Dacron (poliestere rinforzato) divenne lo standard per le vele da crociera e da regata.
- Negli ultimi decenni, le innovazioni tecnologiche hanno portato a vele in Kevlar, Mylar, carbonio e membrane composite, che offrono incredibile resistenza e leggerezza.
Oggi le vele da regata sono veri e propri capolavori di ingegneria, progettate con software avanzati e costruite con materiali all’avanguardia per garantire le migliori prestazioni possibili. Ovvio, di contro hanno costi stellari.
4. Conclusione e futuro della vela
Le vele hanno accompagnato l’uomo per migliaia di anni e continuano a evolversi. Oggi si parla di vele gonfiabili, ali rigide ispirate all’aerodinamica degli aerei e addirittura vele solari per le esplorazioni spaziali.
Chi lo sa? Forse nel futuro vedremo barche con vele in materiali autorigeneranti o perfino vele intelligenti che si regolano automaticamente in base al vento.
O forse vedremo, come già si sta sperimentando, enormi navi da trasporto integrare la potenza dei motori con enormi kite o con alberature e vele alari rigide
E voi, come immaginate le vele del futuro? Scriveteci le vostre idee o raccontateci la vostra esperienza con la vela.
Intanto che il progresso e l’evoluzione avanzano, anche noi ci aggiorniamo costantemente per offrire il meglio ai nostri clienti.
Siamo i cantieri navali di Sestri.
