MILLE CARENE – IL PODCAST DEI CANTIERI NAVALI DI SESTRI – EPISODIO 22 – Pirati e Corsari – Tra leggenda e realtà

Ci sono figure che attraversano i secoli e i mari, sospese tra storia e mito, tra crimine e avventura, tra ferocia e libertà. Quelle dei pirati e dei corsari sono due di queste. Spesso confusi tra loro, questi uomini — e talvolta donne — hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della navigazione e nell’immaginario collettivo.

Ma chi erano davvero? Qual è la differenza tra un pirata e un corsaro? Come si viveva a bordo di una nave in quelle epoche turbolente? E quali erano i nomi che facevano tremare le potenze europee? In questo episodio, ve lo raccontiamo per filo e per segno.

PIRATI E CORSARI: UNA QUESTIONE DI LICENZA

La differenza principale tra pirati e corsari è una differenza legale. I pirati erano fuorilegge. Attaccavano chiunque — navi mercantili, città costiere, convogli militari — per saccheggiare, ottenere bottino, e sparire all’orizzonte. I corsari, invece, agivano con il permesso di uno Stato.

Il documento che dava loro questo diritto si chiamava lettera di corsa. L’attività è altrimenti nota con la locuzione “correre il mare”,[3] dal latino cŭrrĕre. Era, di fatto, una licenza a rubare… ma solo ai nemici. Un corsaro inglese, ad esempio, poteva assaltare legalmente navi spagnole o francesi, trattenendo parte del bottino e consegnando il resto alla corona britannica. In mancanza della lettera, però, lo stesso atto sarebbe stato considerato pirateria.

Insomma: il corsaro era un pirata con un contratto. O meglio: un pirata al soldo del potere.

Spesso si tendono a confondere pirati, corsari, bucanieri e filibustieri (soprattutto nel linguaggio comune). La differenza è sottile, perché si tratta sempre di razzie, furti e rapine sul mare.

“Pirata” è il più generico: letteralmente è “assalitore” (come da etimo), ma in senso stretto è chi agisce per sé o il proprio equipaggio. Anche “corsaro” è “predone” (uno dei significati di “corsa” dal latino è “saccheggio”, tanto che già in latino cursarius è sinonimo di “pirata”, e tuttora “correre il mare” è “far pirateria”), però nella storia è chi non agisce solo per sé bensì anche per un governo (di cui si batte bandiera, con cui si condivide bottini e da cui si ha autorizzazione mediante “lettera di corsa”). In altre parole, i corsari sono pirati legalizzati.

“Bucaniere” e “filibustiere” sono invece vocaboli che si riferiscono all’epoca d’oro della pirateria (fra ‘500 e ‘800, la caraibica fra ‘600 e ‘700). I bucanieri erano i coloni anglo-francesi delle Antille di inizio XVII secolo, che dagli indigeni imparano a boucanier (termine di origine indigena, con stessa radice da cui “barbecue”, passato in Europa dal francese), cioè “friggere carni su graticola (boucan)”, finché le rivendicazioni coloniali spagnole li spinsero a diventare pirati sempre più organizzati, la “Fratellanza della Costa” con capitale Tortuga (isoletta davanti ad Haiti) (decaduta dopo il 1685, espugnata nel 1720).

Il filibustiere è intermedio fra pirata e corsaro: come il secondo è tollerato (ma senza lettera di corsa), come il primo è “libero saccheggiatore” (inglese freebooter, olandese vrijbuitier; francese flibustier, italiano “filibustiere”) cioè dipende solo da se stesso e non da governi legittimanti. Anche i filibustieri si danno un’organizzazione, la Filibusta, per la protezione della pirateria antispagnola internazionale (ma questa ‘libertà’ è tale che a differenza dei bucanieri non hanno una Tortuga, pur condividendone azioni e idee).

Pirati, corsari, bucanieri e filibustieri etimologicamente sono rispettivamente assalitori, saccheggiatori, friggitori e liberi saccheggiatori. Ma anche i vichinghi “correvano per il mare” con i loro veloci drakkar in cerca di territori da razziare. La forma nordica della pirateria.

IL CONTESTO STORICO: UN MONDO IN FRENESIA

L’epoca d’oro della pirateria — e della guerra di corsa — si colloca tra il XVI e il XVIII secolo, con picchi durante la cosiddetta Età d’Oro della Pirateria, tra il 1650 e il 1730. In quel periodo, le potenze europee — Spagna, Inghilterra, Francia, Olanda, Portogallo — combattevano non solo sul continente, ma anche (e soprattutto) in mare.

I traffici oceanici crescevano a dismisura: spezie, oro, argento, zucchero, tabacco, schiavi. Le Americhe erano il nuovo El Dorado. Navi cariche di ricchezze solcavano le rotte tra le colonie e l’Europa. Un bersaglio troppo ghiotto per chi viveva ai margini della società.

Molti pirati e corsari erano ex marinai della marina militare, rimasti senza impiego dopo una guerra. Altri erano disertori, mercenari, avventurieri, schiavi fuggitivi. Le motivazioni erano varie, ma il contesto era uno: mare aperto, imperi in guerra, e nessuna legge se non quella del più forte.

COME SI DIVENTAVA PIRATI O CORSARI?

Non esisteva un modulo di iscrizione. Nella maggior parte dei casi, il reclutamento era spontaneo e volontario… o forzato, talvolta si raccoglievano uomini ubriachi nelle osterie CHE  poi, passata la sbornia, si ritrovavano in alto mare.

Le navi pirata spesso si avvicinavano a quelle mercantili non solo per il carico, ma per ingaggiare uomini. Chi aveva competenze — marinai, artiglieri, carpentieri, medici — veniva “invitato” a unirsi. Un invito che, spesso, non lasciava molte alternative.

Tuttavia, la pirateria offriva anche una via d’uscita dal sistema sociale opprimente. A bordo di una nave pirata non c’erano nobili né servi. Le decisioni si prendevano democraticamente, le razioni erano divise equamente, il bottino ripartito secondo regole chiare. Era una forma primitiva di democrazia galleggiante. DONAVA UN FORTE  SENSO DI IDENTITà PERSONALE

I corsari, invece, venivano spesso arruolati da armatori privati o direttamente da funzionari statali. Dovevano rispettare un regolamento più rigido, ma godevano di protezione legale e di una fetta ufficiale del bottino.

LA VITA A BORDO: NÉ ROMANTICA NÉ FACILE

Dimenticate le immagini di pirati festanti e ubriaconi sulle spiagge dei Caraibi. La vita a bordo era faticosa, pericolosa, sporca.

Gli spazi erano angusti, il cibo razionato e spesso avariato: carne salata, biscotti infestati dai vermi, acqua putrida. Le malattie dilagavano — scorbuto, dissenteria, febbre gialla — e le cure erano rudimentali: rum, amputazioni e preghiere.

Ma c’era anche spirito di corpo, regole e, come detto, meritocrazia. Molte ciurme eleggevano il capitano e il quartiermastro a votazione. Le punizioni erano severe, ma spesso condivise. Nessuno era sopra la legge della nave.

TORTURE, VENDETTE E PUNIZIONI

Le torture erano parte della brutalità dell’epoca. I pirati facevano ricorso alla violenza non solo per ottenere informazioni o ricchezze, ma anche per creare una reputazione. Il terrore era una strategia.

Tra le tecniche più usate:

La camminata sul trampolino (rara ma reale)
Il giro di chiglia diciamo che se i loro velieri fossero stati a fare carena da noi, sarebbero stati senza conseguenze… invece  tra denti di cane, cozze e squali… era difficile sopravvivere… e in che condizioni poi.
L’impiccagione all’albero maestro
L’abbandono in mare con una bottiglia di rum
Il marchio a fuoco o lo squartamento
Alcuni pirati si facevano riconoscere per la crudeltà: Edward Low, ad esempio, era noto per tagliare le orecchie e i nasi dei prigionieri. Altri, come Barbanera, usavano la messinscena — trecce infuocate tra la barba — per spaventare gli avversari ancora prima di abbordarli.

LE ZONE CALDE DELLA PIRATERIA

Le aree d’azione erano strategiche:

I Caraibi, con le loro isole e passaggi nascosti, erano il paradiso dei pirati. Port Royal, in Giamaica, o la Tortuga appena fuori Haiti erano la loro casa.
Il Golfo del Messico e le coste dell’America Centrale, dove transitavano i galeoni spagnoli carichi d’argento dal Perù.
Le coste africane, soprattutto nella regione del Golfo di Guinea, con i traffici di schiavi.
Il Mare del Nord e il Canale della Manica, dove agivano corsari al soldo di Inghilterra e Francia.
Il Mar Mediterraneo, infestato da pirati barbareschi e corsari maltesi o ottomani.

PIRATI FAMOSI

Edward Teach, meglio noto come Barbanera, è forse il più celebre. Comandava la “Queen Anne’s Revenge” e seminava panico lungo la costa orientale americana.
Calico Jack Rackham, famoso per la sua bandiera con teschio e due sciabole incrociate. Navigava con Anne Bonny e Mary Read, due donne travestite da uomini.
Charles Vane, feroce e imprevedibile, fu uno dei pochi a rifiutare il perdono reale.
Edward Low, sadico e spietato, diventò il simbolo della crudeltà pirata.

CORSARI FAMOSI

Sir Francis Drake, eroe inglese e flagello degli spagnoli. Circumnavigò il globo e fu tra i principali artefici della potenza navale britannica.
Henry Morgan, corsaro gallese che mise a ferro e fuoco Portobelo e Panama. Venne poi nominato governatore della Giamaica.
Jean Bart, corsaro francese al servizio del re Luigi XIV, combatté contro gli olandesi nel Mare del Nord.
René Duguay-Trouin, altro corsaro francese, divenne ammiraglio e leggenda per le sue audaci incursioni nelle colonie portoghesi.

I pirati moderni sono attivi principalmente in alcune regioni marittime critiche, come il Golfo di Aden, il Mar Cinese Meridionale, il Golfo di Guinea e alcune parti dell’Oceano Indiano. Operano spesso utilizzando piccole imbarcazioni veloci per attaccare navi mercantili, petroliere o imbarcazioni da diporto, mirando a rubare carichi di valore come petrolio, merci di lusso o anche rapire equipaggi per il riscatto.

Le strategie per evitare o combattere i pirati moderni includono:

Scorta Armata: Le navi mercantili spesso vengono scortate da navi militari nelle aree ad alto rischio.
Transito Sicuro: Le navi evitano le rotte conosciute per essere frequentate dai pirati, scegliendo vie alternative più sicure.
Sicurezza a Bordo: Implementazione di misure di sicurezza avanzate come recinzioni elettrificate, l’utilizzo di sirene, illuminazione intensa e barriere fisiche.
Comunicazione e Monitoraggio: Uso di sistemi avanzati di comunicazione e monitoraggio satellitare per rilevare e segnalare attività sospette.
Legislazione Internazionale: Coordinazione tra nazioni per implementare leggi e accordi internazionali che permettano il perseguimento e la detenzione dei pirati.
Addestramento Equipaggio: Formazione per gli equipaggi sulle pratiche anti-pirateria, come rispondere agli attacchi e proteggere il personale a bordo.
Queste misure combinano strategie preventive, difensive e legislative per ridurre l’incidenza degli attacchi dei pirati moderni e proteggere le vie navigabili internazionali.

📚 TRA STORIA E LEGGENDA

Oggi, l’immagine del pirata è spesso quella romantica, quasi eroica: la benda sull’occhio, la spada lucente, il pappagallo sulla spalla. Ma la realtà era molto più dura. Eppure, in quel mondo brutale e selvaggio, si trovavano anche principi di uguaglianza, ribellione e indipendenza.

Pirati e corsari hanno segnato la storia della navigazione. Alcuni furono criminali, altri patrioti. Tutti, in un modo o nell’altro, furono uomini e donne che hanno scelto — o dovettero scegliere — una vita al margine della legge… ma al centro dell’avventura.