MILLE CARENE – IL PODCAST DEI CANTIERI NAVALI DI SESTRI – EPISODIO 13 – Il maestro d’ascia
“Benvenuti a bordo di un nuovo episodio del nostro podcast “mille carene” dedicato al mare, alle barche e soprattutto alle storie di uomini e mestieri che rendono unica la tradizione nautica italiana.
Oggi ci immergiamo in un’arte antica, fatta di passione, legno e precisione: il mestiere del maestro d’ascia. Un lavoro che profuma di mare e segatura, ma soprattutto di maestria artigiana. Pronti a scoprirlo? Oggi si salpa verso un viaggio nella storia e nella tradizione.”
“Prima di tutto, chi è il maestro d’ascia? Parliamo di un mestiere che affonda le radici nella tradizione dei cantieri navali e della carpenteria nautica. Un vero maestro artigiano, capace di progettare e costruire imbarcazioni in legno. Il suo nome deriva dall’ascia, uno strumento simbolo del suo lavoro, usato un tempo per sgrossare le travi di legno e dare forma alle barche.
Pensate che il mestiere del maestro d’ascia è così antico da essere riconosciuto e celebrato sin dai tempi delle repubbliche marinare: Amalfi, Pisa, Genova, Venezia… Qui i maestri d’ascia erano veri e propri artisti del mare, che garantivano alle flotte imbarcazioni robuste, agili e pronte a solcare le onde.
Oggi, questa figura è rara e preziosa. Un patrimonio culturale vivente, capace di mantenere in vita una sapienza tramandata di generazione in generazione.”
“Ma cosa fa esattamente un maestro d’ascia? Beh, immaginate una barca in legno, magari un gozzo, una lancia o un veliero antico. Ogni curva, ogni asse, ogni chiodo è posizionato con una cura maniacale.
Il maestro d’ascia sceglie il legno giusto – rovere, teak, mogano – e lo plasma, seguendo un progetto mentale prima ancora che cartaceo. Questo lavoro richiede una conoscenza incredibile della materia prima: il legno vive, respira, si muove, e il maestro deve “leggerlo” e assecondarlo.
Il maestro d’ascia si metteva il suo strumento in spalla e andava per i boschi accompagnato dai garzoni di bottega. Sceglieva con cura rami piegati, tronchi curvi per ruote di prua, alberi contorti per realizzare tavole svergolate per i fasciami, alberi dritti come fusi per ricavare alberature o puntali e via discorrendo. Diciamo che guardando una foresta vedeva uno scafo. E vi pare poco?
E quello che non trovava nel bosco lo realizzava col vapore e l’ascia. Perché la curvatura su due assi delle tavole del fasciame non è roba da poco.
Un tempo, non esistevano i progetti disegnati al computer. Si lavorava con modelli in scala, sagome e soprattutto con l’occhio esperto, che sapeva riconoscere la perfezione nelle curve della chiglia e dei fasciami.”
“Il maestro d’ascia ha un compito che va oltre la costruzione: sa riparare, sa restaurare, riportando in vita barche storiche, magari abbandonate o segnate dal tempo. È come un dottore del legno, che sa dove intervenire per ridare anima e forza a un’imbarcazione.”
“Ma che ne è oggi di questo mestiere? In un mondo dominato dalle barche in vetroresina, il maestro d’ascia è una figura quasi eroica. Ne restano pochi, concentrati in piccoli cantieri navali, spesso a conduzione familiare, dove il sapere si tramanda come un tesoro.
Si sa, oggi non è più possibile andare per i boschi e abbattere alberi per uso cantieristico.
Oggi abbiamo altri modi di lavorare il legno, ci sono le resine epossidiche con le quali incollare listelli curvati secondo le esigenze del progetto creando dei manufatti perfetti e robustissimi.
Di conseguenza sono scomparsi centinaia di pezzi di legno che tempo addietro venivano sagomati ad uno ad uno proprio con l’ascia.
Ma allora non servono più i maestri d’ascia?
Ma certo! Per fortuna il mondo della nautica è ancora ricco di scafi in legno. O anche di appassionati di barche di legno.
Oggi i maestri d’ascia si occupano soprattutto di refitting, cioè il restauro e la manutenzione di barche storiche, ma anche di realizzare imbarcazioni su misura, per chi cerca un pezzo unico, fatto a mano.
Pensate: una barca in legno non è solo un mezzo per navigare. È un’opera d’arte galleggiante, che vibra di vita e storia. Ogni pezzo racconta il lavoro paziente del maestro e delle sue mani esperte.”
(Voce di un maestro d’ascia: “Una barca in legno è come una figlia: va seguita, curata, ogni giorno. Se la tratti bene, lei ti porta ovunque.”)
“Preservare il mestiere del maestro d’ascia significa custodire un pezzo della nostra storia. Non si tratta solo di abilità manuale, ma di cultura, di legame con il mare e con un modo di vivere autentico.
Molti giovani si stanno riavvicinando a questa professione, grazie a scuole specializzate e a maestri che accolgono apprendisti nei loro cantieri. C’è speranza, insomma, che questo mestiere non scompaia.”
“E così si conclude il nostro viaggio alla scoperta del maestro d’ascia, custode di un sapere antico, legato al legno, al mare e alla passione. Un lavoro che ci ricorda quanto siano importanti le mani dell’uomo e l’amore per la tradizione.
Se avete la fortuna di vedere un maestro d’ascia al lavoro, fermatevi a osservarlo. Ogni colpo d’ascia, ogni truciolo caduto, racconta la storia di una barca, di un mare e di un mestiere che resiste al tempo.
Oppure venite a trovarci in cantiere, da noi i maestri d’ascia ancora lavorano.
Siamo i Cantieri navali di Sestri
