Mille Carene – Il Podcast dei Cantieri Navali di Sestri – Episodio 4 – Acciai e acciai

Una catena è forte quanto il suo anello più debole.

Questo è il proverbio per eccellenza quando si parla di catene.

In effetti quando siamo in rada, poter dormire sonni tranquilli è d’importanza vitale, soprattutto se si alza il vento.

Partendo dall’inizio vediamo di spendere un po’ di parole parlando dei materiali.

Esistono in commercio due materiali con i quali si fabbricano le catene:

L’acciaio zincato (volgarmente detto ferro zincato) e l’acciaio inox.

Prima di proseguire, vorrei aprire una piccola parentesi per i “marinai” più arrugginiti.

Il ferro non è lavorabile e forgiabile per usi industriali, in quanto è un minerale tenerissimo. Quindi non esiste nessuna possibilità che la vostra catena sia di “ferro zincato”. È sicuramente di acciaio zincato.

L’acciaio (quello delle rotaie, delle navi, delle carrozzerie delle auto, della tour Eiffel, dei ponti ecc …) è ferro legato con carbonio che gli conferisce la rigidità adatta all’uso (in genere la lega è sotto il 2%). Se la percentuale di carbonio aumenta diventa ghisa (oltre il 2.5%)

La ghisa però è fragile perché la lega è troppo rigida (vi ricordate i vecchi termosifoni o le stufe di ghisa? Si spaccavano se cadevano in terra)

Quindi sono gli acciai ad essere usati nell’industria. Ma L’ACCIAIO ARRUGGINISCE! E allora va protetto con un bagno di zinco. Nasce l’acciaio zincato.

Se all’acciaio, durante la fusione, vengono aggiunti cromo e nichel in parti 18/4 18/6 18/10 ecc … si ottiene l’acciaio inox. L’ACCIAIO INOX NON ARRUGGINISCE!

Gli acciai inox usati nell’industria nautica sono tutti almeno 18/10 e spesso certificati Aisi 316 (certificazione americana che garantisce aggiunta di molibdeno che lo protegge durante  la saldatura).

Fatta questa premessa vediamo di capire pregi e difetti dei due materiali:

Acciaio zincato

  • Resistenza parziale alla corrosione. Durata media 8/10 anni.
  • Costo circa un terzo dell’ inox.
  • Leggermente più elastica in caso di strappo.
  • Molto ruvida in superficie, dicono che aderisca meglio al fondo ma non è dimostrato. Sicuramente si attacca lo sporco.
  • La protezione di zinco è facilmente usurabile sugli scogli. Una volta persa la zincatura si lascia strada alla corrosione.
  • Un nuovo bagno di zinco è antieconomico.
  • A parità di diametro di filo è meno resistente della sorella inox (nonostante le voci di banchina) Era vero fino a qualche decennio fa. Anche navigatori oceanici solitari preferivano l’acciaio addirittura non zincato, all’inox. (In quei tempi più fragile ma ora non più)
  • Non sviluppa le cricche (microfratture dovute al processo siderurgico)

Acciaio inox

  • Attenzione alla nazione di provenienza. L’inox deve rispettare dei requisiti europei riguardo alla durezza, alla lega e alla saldatura e lucidatura. Catene asiatiche a basso costo sono da guardare almeno con sospetto.
  • È più rigida e meno elastica.
  • Costa il triplo.
  • Ha una durata minima di 25 anni se tenuta bene.
  • Liscia e lucida in superficie non è ricettacolo di morchie e fanghi e quindi più facilmente lavabile.
  • Può dare origine (raramente se di buona qualità) a cricche (microfratture in sede di fusione) che ne compromettono la resistenza.

Una volta presa la vostra decisione sul materiale, state attenti al diametro del filo che corrisponda al Barbotin del vostro verricello salpa ancora.

Definito anche quello, non vi rimane che decidere quanti metri acquistarne, tenendo sempre a mente che dovrete ancorare con una lunghezza di calumo almeno di 5 volte il fondale più il bordo libero.

Ovvio, non occorre che vi dica che non è bene esagerare neanche con una lunghezza eccessiva per via del peso che poi rimane tutto a prua.

Un ultimo accorgimento lo dovrete fare sicuramente per via dell’accostamento di metalli diversi che generano correnti galvaniche.

Se avete catena inox e ancora zincata non va bene, non va bene neanche il contrario. E non va bene che il grillo o maniglia di unione o girella sia di metallo diverso.

Se scegliete l’inox fate tutta la linea di ancoraggio inox. Idem per l’acciaio zincato.

Questo se navigate davvero, poi, se andate dietro il promontorio a fare il bagno e rientrate appena si mette vento, allora va bene qualsiasi cosa.

La manutenzione regolare della catena dell’ancora è essenziale per garantire la sua durata e affidabilità. Ecco una guida generale su come effettuare la manutenzione della catena dell’ancora:

Prima cosa: stendetela a terra e eliminate le volte, cioè tutti i giri che ha fatto su se stessa e che ne pregiudicano l’allineamento e che la fanno lavorare malissimo sul barbotin

Rimuovi fango, sabbia, sale e qualsiasi residuo presente sulla catena. Puoi farlo utilizzando un getto d’acqua ad alta pressione o una spazzola dura.

Controlla attentamente ogni maglia della catena per individuare eventuali segni di usura, corrosione o danni. Se trovi segmenti deboli o ossidati, potrebbe essere necessario sostituire la catena.

Applica un lubrificante anticorrosivo sulla catena per proteggerla dall’umidità e dalla corrosione. Puoi utilizzare oli specializzati per catene marine o spray protettivi. Assicurati di coprire completamente ogni maglia della catena.

Durante i periodi in cui l’imbarcazione non è in uso, solleva l’ancora dal pozzo  e conservala, stendendola a terra in un luogo asciutto e al riparo dalla corrosione.

Controlla la catena dell’ancora regolarmente, specialmente dopo l’utilizzo intensivo o in condizioni marine avverse.

Ricorda che una corretta manutenzione della catena dell’ancora è essenziale per garantire la sicurezza durante l’ancoraggio e per prolungare la vita della catena stessa.

Se non sapete come fare o non avete voglia, fate fare a noi, abbiamo quasi cento anni di esperienza, siamo i Cantieri navali di Sestri.