Mille Carene – Il Podcast dei Cantieri Navali di Sestri – Episodio 3 – Mai più mayday

Buongiorno a tutti, terzo episodio delle nostre pillole di nautica.
In Italia, nel corso dell’ultima estate, sono state soccorse 1.716 persone e 495 unità da diporto. I controlli effettuati sono stati 244mila, 42.354 dei quali sul diporto nautico.
Il numero dei soccorsi alle unità da diporto ha registrato per fortuna, una diminuzione costante, segno di una sempre maggiore consapevolezza dei diportisti e dell’importante ruolo svolto dalla Guardia Costiera nell’attività di informazione e prevenzione
Come avete capito oggi parleremo di sicurezza in barca e ne parleremo con uno che se ne intende.
Abbiamo infatti raggiunto al telefono EZIO GRILLO RIZZI, titolare della F&B yachting di Lavagna nonché autore di due libri sull’argomento: Mai più Mayday e La zattera di salvataggio editi da “IL Frangente”.

Prima domanda: che differenza c’è tra i 3 segnali di soccorso, SOS, Pan-pan, Mayday?

“Mayday,” “SOS,” e “Pan-Pan” sono chiamate di emergenza utilizzate nelle comunicazioni radio in situazioni marittime o aeree. Ognuna di queste ha un significato specifico e indica il livello di gravità dell’emergenza. Ecco le differenze:

1. Mayday:
– Significato: È la chiamata di emergenza più grave e viene utilizzata quando c’è un pericolo immediato per la vita o la sicurezza della nave, dell’aeromobile o delle persone a bordo.
– Esempio di utilizzo: In caso di incendio a bordo, collisione, affondamento imminente o altra situazione critica in cui è richiesto un intervento urgente.

2. SOS:
– Significato: È un segnale di emergenza internazionale universalmente riconosciuto. La sequenza di tre segnali corti, tre segnali lunghi e altri tre segnali corti (· · · – – – · · ·) è utilizzata principalmente in situazioni di pericolo grave e immediato.
– Esempio di utilizzo: Viene utilizzato quando è richiesto un aiuto urgente e c’è un pericolo immediato per la vita o la sicurezza. Può essere utilizzato in modo intercambiabile con “Mayday.”

3. Pan-Pan:
– Significato: Indica una situazione di emergenza meno critica rispetto a “Mayday.” Viene utilizzato quando c’è una situazione grave, ma non c’è un pericolo immediato per la vita o la sicurezza della nave o dell’aeromobile.
– Esempio di utilizzo: In caso di guasto ai motori, problemi medici che richiedono assistenza, o altre situazioni che richiedono aiuto, ma senza un pericolo immediato.

In breve, “Mayday” è utilizzato per situazioni di emergenza gravi e immediate, “SOS” è un segnale di emergenza internazionale che può essere usato in varie circostanze critiche, soprattutto nel traffico commerciale, mentre “Pan-Pan” indica una situazione di emergenza meno grave, ma che richiede comunque assistenza. È importante che chiunque utilizzi queste chiamate di emergenza lo faccia con attenzione e solo quando è giustificato dal livello di pericolo o urgenza della situazione.
Per esempio se uno yacht rimane senza carburante o ha un’avaria che lo costringe a rimanere alla deriva, si lancia un Pan Pan, ma se lo stesso yacht, in attesa di un rimorchio, incappa in una tempesta o qualcuno a bordo è a rischio di morte, si trasforma in un Mayday.

Seconda domanda: Secondo te quale sarebbe una scaletta di priorità per la sicurezza in barca? Che so… dotazioni, prese a mare…

Non ci sono delle regole precise ma sarebbe molto utile e in alcuni casi necessario rivedere i seguenti punti:

1. Equipaggiamento di sicurezza:
– Assicurarsi che la barca sia dotata di tutto l’equipaggiamento di sicurezza necessario, come giubbotti di salvataggio, zattere di salvataggio, fumogeni, fuochi di segnalazione e attrezzature di primo soccorso.
– Verificare periodicamente che l’equipaggiamento sia in buono stato e facilmente accessibile.

2. Conoscenza delle normative:
– Familiarizzarsi con le leggi e i regolamenti marittimi locali e rispettarli scrupolosamente.
– Tenere conto delle condizioni meteorologiche e delle restrizioni della zona in cui si naviga.

3. Abilità di navigazione:
– Essere competenti nell’uso delle attrezzature di navigazione, comprese mappe, GPS e radio VHF.
– Conoscere le regole di navigazione e mantenere una velocità sicura in base alle condizioni del mare e alla presenza di altre imbarcazioni.

4. Verifica della barca:
– Effettuare regolarmente controlli di manutenzione sulla barca, compresi motori, impianto elettrico, strumentazione di navigazione e scafo.
– Assicurarsi che tutti i dispositivi di sicurezza siano funzionanti.

5. Comunicazione di emergenza:
– Avere a bordo mezzi di comunicazione affidabili, come radio VHF o telefoni satellitari, per chiedere aiuto in caso di necessità.
– Comunicare il piano di viaggio a qualcuno a terra e stabilire un piano di emergenza.

6. Conoscenza del mare:
– Essere consapevoli delle condizioni del mare e del tempo e adattare la navigazione di conseguenza.
– Prestare attenzione a possibili ostacoli, cambiamenti delle correnti e altre condizioni del mare che potrebbero rappresentare rischi.

7. Formazione dell’equipaggio:
– Assicurarsi che tutti i membri dell’equipaggio conoscano e comprendano le procedure di sicurezza a bordo.
– Condurre regolarmente esercitazioni di sicurezza, inclusa la pratica dell’uso dell’equipaggiamento di sicurezza.

8. Attrezzature antincendio:
– Avere a bordo estintori e altri dispositivi antincendio, e istruire l’equipaggio su come usarli correttamente.

9. Alcol e sostanze stupefacenti:
– Evitare il consumo di alcol e sostanze stupefacenti durante la navigazione, poiché possono compromettere la capacità di prendere decisioni e reagire prontamente in situazioni di emergenza.

10. Soccorso in mare:
– Conoscere le procedure di soccorso in mare e sapere come chiedere aiuto in caso di emergenza.

La sicurezza in barca richiede una combinazione di preparazione, attenzione e rispetto delle normative marittime. Essere consapevoli dell’ambiente circostante e avere l’equipaggiamento adatto può fare la differenza in situazioni critiche.

Terza domanda: Pensi che oggi si faccia troppo affidamento sulla tecnologia? Ti può tradire?

–       Assolutamente sì. Si fa troppo affidamento sull’elettronica. Ormai non ci stacchiamo più dal nostro cellulare che abbiamo imparato sa risolvere tanti problemi. Senza nulla togliere a questi ausili, andare per mare non è come pagare una bolletta on line o gestire i propri conti da remoto. È facile che le interpolazioni coi satelliti non siano precise e non è raro che rotte tracciate elettronicamente finiscano su qualche secca. Non fidiamoci assolutamente dell’elettronica. La tecnologia ha fregato anche grandi navigatori e regatanti oceanici, anche recentemente. Dobbiamo assolutamente essere in grado di usare le carte e farci un piano di navigazione attendibile e sicuro. Certo con l’elettronica ci si mette cinque minuti, ma se rimaniamo senza corrente a bordo che si fa? Dove si va?

Quale pensiero lasci agli ascoltatori? Un motto, una frase, uno slogan ecc…

–       Prevenzione, prevenzione e ancora prevenzione e poi, stiamo sul pezzo, prestiamo attenzione ad ogni manovra a bordo, non diamo per scontato niente, neanche le cose più facili con meteo favorevole. L’imprevisto è dietro l’angolo. Ma non è forse questo il bello di andare per mare?

Salutiamo e ringraziamo Ezio e vi salutiamo anche noi con  un pensiero:
Alla manutenzione ci pensiamo noi, lasciandovi solo il piacere della conduzione.
Siamo I Cantieri Navali di Sestri…