Mille Carene – Il Podcast dei Cantieri Navali di Sestri – Episodio 2 – E io lo faccio fare a mio cugino!

L’importanza dell’assistenza qualificata

Nell’immaginario collettivo esiste sempre un cugino bravo che sistema tutto. La lavatrice, il rubinetto, la modifica al cancello di casa e via discorrendo.

Talvolta questa tendenza la si trasporta (ahimè) nella nautica.

E così i cugini diventano resinatori, impiantisti, motoristi, riggers, e via dicendo, esponendo gli armatori intenti solo a risparmiare a rischi e conseguenze inimmaginabili.

Fermo restando il mio rispetto per le persone con le mani d’oro, sempre più rare, esistono dei limiti da rispettare che non sono soggettivi.

Faccio un esempio. Se un amico conosce a menadito i motori marini, sia entrobordo che fuoribordo ma non ha l’attrezzatura necessaria alla loro assistenza, come procederà l’intervento? Alla carlona! E non c’è niente di peggio dell’approssimazione per rovinare le vacanza in barca. O per aumentare a dismisura i costi di una riparazione.

E il rischio non finisce qui, perché anche se non c’è il cugino o l’amico, spesso capita che noi stessi ci dilettiamo a fare i lavori in barca. Non è una parte della nostra passione anche quella? Certo. Ma come detto poc’anzi, qualcosa la possiamo fare da soli, altre cose è meglio di no.

  1. Non abbiamo l’attrezzatura corretta. Nessuno ce la presterà.
  2. Non sappiamo come smaltire i materiali di risulta. (sono sanzioni penali)
  3. Non abbiamo l’autorizzazione portuale ( 68)

È vero che ormai è diventato tutto un ginepraio di normative che spesso si contraddicono, ma è anche vero che se abbiamo in mano una fattura di un lavoro eseguito da una ditta, abbiamo in mano una garanzia del lavoro fatto.

D’altra parte ormai anche i lavoretti semplici che prima si potevano fare nei week end nei quali non si usciva, sono diventati  oggetto di normative assurde ma tant’è …

Per esempio se si voleva cambiare una drizza e qualcosa non andava, si saliva col bansigo in testa d’albero e si sistemava tutto. Ora non è più possibile, tranne in qualche occasione e occorre avere il patentino per lavori in quota (sigh … oltre i 2 metri) e quindi se ci beccano mentre “nostro cugino” sostituisce una pastecca o un’antenna in testa d’albero,  pagheremo salato.

Oppure una volta ci si tuffava con maschera e boccaglio per pulire la carena prima di una regata o per tagliare una cima incattivita nell’elica. Ora questo non è più possibile. È necessario un sommozzatore autorizzato dal porto, pena la denuncia. E anche i lavori più semplici come carteggiare i legni di bordo e fare lavori alla coperta sono soggetti a controlli assillanti per via dei materiali (anche polveri) che non devono essere dispersi nell’ambiente sia in aria che in mare. (È sufficiente che il vostro vicino di barca si infastidisca per le polveri e chiami la direzione)

Per intenderci anche nel settore auto fino agli anni 80 il tagliando te lo facevi da solo, candele, filtri, una pulita al carburatore, cambio olio e via in strada… provate ora…

Di fronte a tutto questo ginepraio passa la voglia di farsi i lavori da sé.

Se non si possono più fare i lavori da soli, (se ne possono fare davvero pochi), se è meglio non fidarsi del cugino, rimangono due strade da percorrere.

  • Andare all’estero con la barca e farseli da soli lo stesso: Tunisia, Croazia, Turchia, Francia del sud, ecc … che hanno una normativa più elastica,(ma è davvero così conveniente?)
  • Oppure affidarsi ad un’assistenza qualificata.

Mai come in questo caso è vero il detto che chi più spende meno spende.

Ed è facilmente calcolabile. Immaginate di fare un lavoro di pulizia e riverniciatura carena con antivegetativa.

Se fino a poco tempo fa questa tipologia di lavoro era la prediletta dal fai da te, ora, conti alla mano non è più così conveniente e, con la poca differenza in più che pagherete, potete dormire sonni tranquilli:

  • La barca va alata e varata con travel, sia che la facciate voi o no (costo fisso)
  • Dove la mettete la barca? Dovrete affittare un’area adatta allo scopo (quasi inesistenti)
  • Dovete avere una idropulitrice ad alta pressione (se no dovete affittarla)
  • Dovete recuperare e smaltire correttamente la morchia, le incrostazioni e la vecchia vernice.
  • Dovete avere una levigatrice rotoorbitale e acquistare dischi di ricambio, raschietti e materiale vario
  • Dovete avere o acquistare tute protettive, maschere e guanti
  • Dovete acquistare il primer (quando necessario) e la vernice (la pagherete minimo il doppio di quanto la paga il cantiere)
  • Dovete acquistare stucchi, diluenti e poi smaltire i materiali avanzati.
  • Dovreste calcolare anche il vostro tempo che sottraete alla famiglia, a voi stessi ecc …

È sufficiente? È chiaro, è solo un esempio, ma se fate bene i conti … un’assistenza qualificata non è poi così cara come sembra.

Affidatevi a noi, abbiamo quasi 100 anni di esperienza!

Siamo i Cantieri Navali di Sestri!

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