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Mille Carene – Il Podcast dei Cantieri Navali di Sestri – Episodio 10 – I catamarani conquisteranno il mondo della nautica?

I catamarani, imbarcazioni a doppio scafo, hanno una storia affascinante che affonda le radici nell’antichità. Sebbene le origini esatte dei catamarani siano oggetto di dibattito, ci sono prove che suggeriscono che queste imbarcazioni siano esistite per migliaia di anni.

Una delle prime testimonianze di catamarani si trova nell’antica India, dove le imbarcazioni a doppio scafo, chiamate “kattumaram” in lingua tamil, erano utilizzate per la pesca e il trasporto lungo le coste dell’oceano Indiano. Questi catamarani erano costruiti utilizzando tronchi di albero scavati e legati insieme con corde di cocco. La forma stabile e la capacità di navigare con facilità attraverso le acque costiere li resero popolari tra le comunità di pescatori e commercianti.

Anche in altre parti del mondo, come nell’antico Egitto e in Polinesia, sono state scoperte prove di imbarcazioni a doppio scafo che risalgono a migliaia di anni fa. (tipo le canoe con bilanciere, i proa)  Inoltre i polinesiani utilizzavano catamarani chiamati “wa’a” per esplorare e colonizzare le isole dell’Oceania. Queste imbarcazioni erano incredibilmente efficienti nel navigare attraverso le ampie distese oceaniche del Pacifico, stabili, leggere, veloci e con pochissimo pescaggio, svolsero un ruolo vitale nella storia della navigazione polinesiana.

Nel corso dei secoli, i catamarani si sono evoluti e sono stati adattati per soddisfare una varietà di esigenze. Durante l’era delle esplorazioni, i catamarani furono utilizzati da navigatori come i portoghesi e gli spagnoli per esplorare le rotte oceaniche in tutto il mondo. Nel corso del tempo, con l’avanzamento della tecnologia e la crescente conoscenza nel campo della navigazione, i catamarani hanno continuato a essere utilizzati per scopi diversi, tra cui la pesca, il trasporto commerciale e, più recentemente, la competizione sportiva.

Oggi, i catamarani sono popolari in tutto il mondo per la loro velocità, stabilità e versatilità. Vengono utilizzati in molti ambiti, tra cui la navigazione da diporto, la vela da competizione e persino la crociera di lusso. La storia dei catamarani rappresenta un’affascinante testimonianza dell’ingegnosità umana nel campo della navigazione marittima e continua a ispirare appassionati di tutto il mondo.

Allora sono migliori dei monoscafi?

La domanda si ripete, anno dopo anno, ma è anche giusto che il dilemma si riproponga in quanto la tecnologia va avanti, i progetti cambiano e così anche i materiali e le prestazioni, cambiano le tasche e le prospettive, gli scenari internazionali, insomma in un panorama sempre più in mutamento, credo sia opportuno chiedersi prima di ogni vacanza o di ogni acquisto se sia preferibile una barca  a carena singola o un catamarano.

Vediamo alcune peculiarità delle due proposte alfine di avere le idee un po’ più chiare.

Parliamo prima di vela.

La sicurezza a vela

Si dice che il catamarano sia meno sicuro. In termini essenziali direi di sì, è meno sicuro, ma parliamo di situazioni limite nelle quali non ci si trova mai durante una crociera estiva. Perché possiamo dirlo? Per un semplice pricipio fisico. Mentre in una barca tradizionale più aumenta lo sbandamento, più aumenta il momento raddrizzante dovuto alla pinna zavorrata, nel catamarano questo non avviene. Il catamarano ha una enorme resistenza laterale iniziale dovuta alla larghezza, ma superato il suo angolo limite (non succede mai) il catamarano si rovescia irrimediabilmente. E rimarrà rovesciato.

È anche vero che (sempre in condizioni limite) un catamarano rovesciato è molto più stabile (per lo stesso motivo) e ha una superiore galleggiabilità rispetto ad una carena singola che durante il moto ondoso successivo al rovesciamento, inevitabilmente si raddrizzerà per effetto del contrappeso e dell’effetto pendolo della pinna.

In caso di falla nello scafo è vero invece il contrario, il catamarano non avendo zavorre non colerà a picco come farebbe invece una barca appesantita dalla pinna zavorrata in presenza di falle di grandi dimensioni. Al multiscafo infatti potrebbe bastare il galleggiamento di un solo scafo per tenere su tutta la baracca.

Comfort di navigazione

Beh qui non c’è storia, il catamarano vince a mani basse. Sia a vela che a motore. Ma del motore parleremo dopo. La sua larghezza gli impedisce di fatto qualsiasi inclinazione sull’asse longitudinale (rollio) e pochissime sull’asse trasversale (beccheggio) rendendolo di fatto uno zatterone stabile. Le signore molto amanti della tintarella e poco amanti dello sbandamento, saranno felici. Inoltre la dinette centrale è veramente larghissima e permette di stare comodi, riparati, al caldo, anche in caso di maltempo, senza essere costretti a  scendere sottocoperta e soffrire il mal di mare.

Ancora, se nel comfort includiamo anche i pernottamenti in rada, il catamarano non ha confronti. Senza pinna di deriva pesca infatti pochissimo (neanche un metro alle volte) e si può avvicinare ai ridossi della costa per subire meno l’effetto del moto ondoso, cosa che uno scafo singolo non può fare, a meno che non sia a deriva retrattile e comunque, anche in quel caso, il momento di sbandamento dato dall’albero e dalle onde di scia, ne determina, comunque, un rollio.

Velocità

Anche qui la spunta il catamarano. Avendo infatti una minore superficie bagnata, (l’acqua frena le carene e meno ne trascini, più vai veloce) è più veloce, anche di parecchio. A vela non sono rare crociere estive alla media di 9/10 nodi, che è un bell’andare rispetto a medie con scafo singolo di 5/7 nodi. A motore invece si consumerà molto meno per i suesposti motivi.

Ne si deduce che con il catamarano si possono effettuare navigazioni più lunghe e più confortevoli a parità di tempo.

Costi

Non analizzo qui i listini né di acquisto, né di noleggio perché ce n’è per tutte le tasche ma è a tenere presente che se nel contratto di noleggio sono da considerare a parte le spese portuali, le stesse possono essere anche del 100% maggiori che con una barca (per ovvi motivi di dimensioni) ed è da tener presente che spesso in piena stagione non sempre si trovano posti barca per catamarani nei porticcioli del Mediterraneo.

Angolo di bolina

Qui, per forza di cose vince a mani basse un monoscafo che, per proprietà fisiche di progetto può stringere angoli al vento ben più stretti dei catamarani che, con venti contrari dovranno inevitabilmente fare bordi più larghi e quindi più strada.

Quindi se in una crociera vi troverete a navigare sempre di bolina, la buona velocità dei catamarani sarà compromessa quasi sempre dall’esiguo angolo al vento.

I catamarani a motore

I puristi del diporto arricciano il naso, ma i numeri parlano chiarissimo. Un successo senza precedenti!

5 motivi di un successo

  1. Sono più spaziosi di un monoscafo, la media è tra i 50 e i 60 piedi
  2. La velocità di punta più richiesta di 20 nodi, facilmente ed economicamente raggiungibile è ideale per crociere ampio raggio
  3. L’estetica: ora sono veramente belli
  4. L’efficienza. Meno attrito, meno consumi. Convenienza economica
  5. Comfort: Con un 50 piedi hai lo spazio che avresti con un 60 piedi monoscafo.

Ultimamente poi, per semplificare la vita agli armatori, si sono visti sul mercato i primi catamarani con motori fuoribordo e addirittura con appendici tipo foil, che, è vero non li faranno uscire mai dall’acqua, ma ne ridurranno l’attrito con la stessa, aumentando le performance e riducendo i consumi.

Di contro, come detto, la larghezza che penalizza la sosta nei marina piccoli (tantissimi in mediterraneo)

Però proprio per questa particolarità si può stare in rada molto più confortevolmente senza fastidiosi rollii.

E quindi? E’ meglio un catamarano o un monoscafo?

Come per tutte le cose, non ci sono riposte univoche e indicazioni che vanno bene per tutti. Direi, riassumendo, che una barca, un monoscafo è più sportiva, con un’abitabilità inferiore, è più marina, si balla, ci si inclina e ci si bagna di più che in catamarano, ma forse non è questo il fascino della navigazione? La continua lotta contro elementi avversi che tanto ci fa sognare? O forse siete navigatori che vogliono solo comfort e le avventure le guardate al cinema. Va bene lo stesso.

Ad ognuno le sue scelte e la propria idea di navigazione nel rispetto dell’ambiente e del prossimo.

Qui non facciamo discriminazioni…  che sia un monoscafo o un catamarano, che sia a vela o a motore, ricordate che alla fine delle vacanze, saremo qui ad aspettare la vostra barca per le manutenzioni.

Siamo i Cantieri Navali di Sestri.

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Intervista esclusiva a Fulvio Montaldo per SUPER YACHT 24

Cantieri Sestri: Navigando verso l’Eccellenza

È giunto il momento di ammainare le vele sulla stagione dei refit all’interno dei cantieri specializzati. I Cantieri Navali di Sestri sono una scelta di eccellenza anche con le ultime pennellate alle imbarcazioni che fremono per tornare  in mare.
In un’intervista esclusiva concessa a SUPER YACHT 24, Fulvio Montaldo, il proprietario, riflette sul piacere di un altro anno di successi e condivide gli ambiziosi piani futuri.

Nel Cuore dei Numeri

L’expertise dei Cantieri Navali Sestri è stata messa alla prova su quasi cento imbarcazioni nell’anno in corso. Questo importante numero include una ventina di yacht che sfiorano o superano i 24 metri di lunghezza. Nonostante abbiano completato con successo due megayacht da 50 metri (sfide immense) Montaldo rivela una preferenza per la lavorazione di un maggior numero di imbarcazioni, anche se di dimensioni più contenute.

Una Clientela Senza Confini

Tra le imbarcazioni di dimensioni comprese tra i 24 e i 40 metri, circa il 60% dei clienti arriva da oltre confine. Armatori provenienti da Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti costituiscono una fetta rilevante della clientela internazionale. Anche se il mercato russo ha attraversato alcune note turbolenze, il cantiere mantiene un portafoglio di clienti ben diversificato. Tra questi spicca Nave Va, un’azienda corsa che gestisce una flotta di imbarcazioni commerciali con lunghi tempi di navigazione annuali.

Crescita Inarrestabile tra le Sfide

Anche in mezzo a circostanze impegnative, i Cantieri Navali Sestri sono pronti a crescere. Con una squadra interna di circa 15 dipendenti, collaborano regolarmente team esterni specializzati. In alcune occasioni ci sono stati anche cinquanta lavoratori in cantiere. Nonostante lo spazio limitato, sia a terra che in mare, Montaldo esprime l’auspicio di poter disporre di strutture più spaziose.

Navigando Verso il Futuro

La strategia di sviluppo dei Cantieri ruota intorno alla qualità dei servizi e agli investimenti nelle infrastrutture. L’autunno segnerà l’inizio dei lavori di ristrutturazione delle officine, della falegnameria interna e anche delle zone di ristoro e del magazzino. Questa rappresenta la seconda fase del piano di sviluppo, iniziato con l’acquisto di un travel lift da 300 tonnellate lo scorso anno. Questo nuovo asset ha consentito ai Cantieri di lavorare su imbarcazioni di grande stazza, affiancando il bacino di carenaggio già operativo.
Il cantiere nautico con sede a Genova vanta con orgoglio tre certificazioni – ambientale, qualità e sicurezza sul lavoro – perché l’eccellenza parte dal rispetto dei lavoratori e dell’ambiente. Anche questo è amore e passione.

Tracciando il Futuro dei Refit

Parlando più in prospettiva del settore dei refit, Montaldo mantiene una  visione ottimistica del futuro.
Sebbene la crescita della flotta globale sia un segnale positivo, il titolare dei Cantieri “crede fermamente che il professionismo sarà il vero discriminante”.
Con oltre tre decenni di esperienza nel settore, Montaldo sa che a volte, per mantenere l’eccellenza, vale la pena superare le aspettative del cliente e, in qualche occasione, con rammarico, declinare certe commesse.

Mentre i Cantieri Navali Sestri solcano il mare in direzione del futuro, il loro impegno per la qualità, l’innovazione e la soddisfazione del cliente rimane un caposaldo.

Questo impegno costante li ha portati ai vertici del settore cantieristico.

come scegliere un cantiere navale: 3 consigli utili
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Come scegliere il cantiere navale: 3 consigli utili.

Hai appena deciso di lasciare a riposo la tua barca, se lo merita, dopo una stagione di mare e di sole. 

Una delle decisioni più importanti che prenderai sarà proprio scegliere a quale cantiere affiderai il tuo yacht. 

Passeranno mesi prima di rimetterla in mare. Per questo motivo è necessario conoscere approfonditamente il cantiere navale considerato, non solamente come un semplice luogo di rimessaggio, ma come vero e proprio partner. 

Alla barca ci si affeziona per una serie di motivi che conoscete anche voi. Metterla in mani sconosciute fa paura.

Ecco dunque 3 consigli utili da tenere in considerazione se sei alla ricerca del perfetto cantiere navale. 

L’organizzazione del Cantiere 

Non c’è cosa migliore di valutare con i propri occhi. La possibilità di visitare il cantiere può fornirti informazioni preziose. Immaginare dove sarà rimessata la tua barca può benissimo aiutarti nella scelta del giusto partner. Il cantiere ti sembra organizzato? Gli edifici sono ben puliti? L’attrezzatura è in buone condizioni e ben curata? Lo sappiamo, dobbiamo sporcarci le mani per fare un ottimo lavoro, ma mantenere un ambiente di lavoro strutturato e pulito è segno di dedizione ed indicazione della qualità del prodotto finale. Se quando chiamate per un intervento, arrivano con un furgone sporco, carico di cianfrusaglie mai rimesse a posto, immondizia mai buttata, se faticano a trovare la chiave giusta in mezzo alla discarica del vano, beh… in cantiere non sarà molto diverso.

E poi la logistica: dove si trova il cantiere? Lo posso raggiungere facilmente? 

La Costumer Experience 

Non abbiamo una seconda possibilità per fare una buona prima impressione. Molti proprietari valutano un cantiere basandosi sul primo approccio e sul buonsenso. Consigli, indicazioni e pubblicità possono essere molto utili, ma è l’esperienza diretta che farai nello stesso, visitandolo e relazionandoti con il personale che ti porterà alla scelta. 

Come per qualsiasi affare di alto valore, un solido rapporto personale gioca un ruolo fondamentale nella customer experience. 

La garanzia che ti sarà offerta, il rispetto dei tempi di intervento e di consegna insieme alla volontà di soddisfare appieno le tue aspettative, possono essere componenti chiave quando si tratta di scegliere a chi affidarsi. 

Non scegliere “di pancia”, magari assecondando la simpatia del responsabile.

Qualità e Valore 

Anche se l’obiettivo del cantiere è l’eccellenza, ad un certo punto emerge il delicato rapporto tra costo e qualità. Si può trovare un equilibrio tra questi due componenti? 

La serietà di un cantiere navale è basata anche su questo. È facile infatti trovare listini assurdi solo perché riferiti alla nautica. Per fare un esempio, se compri da un ferramenta una rondella inox da 40 la paghi 20 centesimi, se la prendi in un negozio di nautica la paghi 1 euro. Con questo criterio sconsiderato poi alcuni operatori compilano preventivi e fatture. 

La fiducia è alla base del rapporto tra cliente e cantiere. 

I Canteri Navali di Sestri godono della fiducia pluriennale di decine di clienti internazionali. 

Vieni a trovarci, prendi un caffè con noi e facciamo un giro tra le barche e i laboratori!    

SeaYou - Cantieri Sestri alla Fiera Marittima 2022 -Genova
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I CANTIERI SESTRI SARANNO PRESENTI AL “SeaYou 2022” Al Marina di Genova

Cari amici, lettori ed affezionati dei Cantieri Sestri, vi aspettiamo alla seconda edizione del SeaYou – fiera nautica dedicata ai superyacht.
I Cantieri Sestri saranno presenti al SeaYou 2022 e terranno un workshop sul “Refitting su Grandi Yacht & come conciliare questa specializzazione con il rispetto per l’ambiente?” 
Presenteranno questo ed altre interessanti novita’, il 12 Aprile dalle 10 alle 11am.  Alla Marina di Genova Aeroporto.
Come sempre i Cantieri Sestri sono in prima linea per creare cultura del mare – sotto potete trovare la lista dei talks e dei workshops.
 
Manutenzione e Riparazione Barche Storiche e Yachts, NEWS, Refitting Nautico, Rimessaggio Nautico, Yachting e Carpenteria Nautica

TECNICHE NEL REFITTING: LA SABBIATURA

TECNICHE NEL REFITTING: LA SABBIATURA

Grazie ad un ottimo lavoro di refitting si può dare una nuova vita alle imbarcazioni. Uno dei procedimenti fondamentali è la sabbiatura dello scafo.

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La pulizia delle carene è un intervento di ordinaria manutenzione che si effettua con cadenza annuale al fine di garantire e mantenere una superficie liscia.
Lo scafo, immerso nelle acque, ha bisogno di una cura speciale. Costantemente sottoposto all’azione dell’acqua, del vento e degli organismi marini, necessita frequente riapplicazione del rivestimento protettivo. Questo rivestimento assicura la resistenza all’acqua dello scafo.

Tutte le superficie sommerse infatti sono soggette al “marine fouling“, una colonizzazione di organismi acquatici e alghe che provocano anche incrostazioni delle carena nel tempo.

LA CURA PER GLI SCAFI

La sabbiatura viene utilizzata per rimuovere vernice e ruggine dallo scafo della nave. Il primo passo per capire lo stato dello scafo, evidenzia problemi non visibili ad occhio nudo. La sabbiatura è un termine generico usato per descrivere l’atto di spingere pezzi molto fini di materiale ad alta velocità per pulire o incidere una superficie. La sabbia era il materiale più comunemente usato, ma poiché la silicosi della malattia polmonare è causata dall’inalazione prolungata della polvere creata dalla sabbia, ora vengono utilizzati altri materiali al suo posto.

Uno scafo è composto da vari strati, ciascuno con la sua peculiarità:

  • Gel coat: protegge la fibra;
  • Primer: evita il distacco e la formazione di crepe della vernice antivegetativa. Migliora l’adesione dello strato antivegetativo sul gel coat;
  •  Vernice antivegetativa.

La vernice antivegetativa garantisce e mantiene una superficie esterna dell’opera viva perfettamente liscia.

Ciò farà in modo da ridurre le aderenze scafo/acqua durante la navigazione, favorendo un basso consumo di carburante.

Tra le caratteristiche fondamentali di una vernice antivegetativa abbiamo: la facilità di applicazione, l’efficacia, il rispetto dell’ambiente e la durata.

Immagini Cantieri di Sestri (Genova, ottobre 2014)
Photo © Francesco Rastrelli protected by copyright

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TIPOLOGIE DI ANTIVEGETATIVE

La scelta della giusta antivegetativa va fatta tenendo conto della tipologia della barca, dell’utilizzo della stessa e delle acque in cui si naviga. Imbarcazioni identiche ma ormeggiate in acque marine diverse, daranno risultati diversi.

Esistono due tipi di antivegetativa: a matrice dura e auto levigante.

Antivegetativa a matrice dura

Le antivegetative a matrice dura a differenza delle auto leviganti, agiscono solo chimicamente. Sono consigliate per scafi ad alta velocità, che vengono alati o carrellati spesso. Questo è dovuto al fatto che sono molto resistenti all’abrasione. Rispetto alle antivegetative auto leviganti, quelle a matrice dura hanno costi più bassi.

Antivegetative auto leviganti

Le antivegetative auto leviganti, altrimenti definite autopulenti, idrosolubili o ablative, svolgono una protezione ottimale. Affiancano all’azione chimica, un’azione meccanica che ne aumenta l’efficacia.
Queste pitture sono facili da rimuovere con l’idropulitrice.

Il rinnovamento avviene a livello di micron, pertanto non si corre il pericolo che la pittura si consumi totalmente durante la stagione.
L’unico neo è che non è consigliata per scafi ad alta velocità.

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LA CARPENTERIA IN ACCIAIO E LA TECNOLOGIA NEL REFIT

LA CARPENTERIA IN ACCIAIO E LA TECNOLOGIA NEL REFIT NAUTICO

 

Quando si tratta di refit nautico in barche di grandi dimensioni, spesso si parla di lavori di carpenteria in acciaio. Sono barche che hanno una storia alle spalle anche di 60 o 70 anni che devono esser restaurate da mani esperte.

 

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Il refit segue in questo caso vari procedimenti, accompagnati dall’uso della tecnologia. L’uso della tecnologia aiuta i cantieri nella ristrutturazione per scoprire le falle non visibili normalmente.

Fulvio Montaldo, patron dei Cantieri Navali di Sestri, ha definito gli step necessari al refit con la carpenteria in acciaio.

 

REFIT NAUTICO: STEPS

Il primo passo necessario è segnalare i vari problemi all’interno dell’imbarcazione. “Il modo migliore e più consigliato per capire lo stato di salute di uno scafo in acciaio – spiega Fulvio Montaldo – è la sabbiatura esterna, che consente di riportare la lamiera sottostante al vivo. Così si vedono eventuali problemi diversi dal buco o da criticità più evidenti”.

Si passerà in seguito all’uso degli ultrasuoni. Grazie ad essi si analizzano vari punti dello scafo per constatare lo spessore e la variazione rispetto all’originale. “Per essere in sicurezza al momento della verifica– sottolinea Montaldo – lo strato di acciaio non deve avere uno spessore inferiore al 25%. Sopra al 20% di riduzione, i registri accettano per buono lo spessore“.

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Bisogna adoperare delle tecniche per verificare lo stato della barca anche quando ad occhio nudo non sembra ci siano particolari difetti. Tra queste tecniche non si possono che citare la sabbiatura e la radiografia.

L’utilizzo della sabbiatura è un passo importante e necessario. Grazie alla sabbiatura, infatti, si fanno emergere le zone più critiche dello scafo. Solo nei casi più gravi si possono osservare già prima le imperfezioni.

Le radiografie vengono usate per la qualità della saldatura, per la diagnostica delle eventuali imperfezioni nella struttura dei componenti dovuti ai vari processi lavorativi quali, ma non limitati a laminazione, fusione e saldature. Per avere un’ottima saldatura bisogna che i saldatori siano specializzati ed abbiano un “patentino”. Da mani sapienti emerge l’abilità e la professionalità della manodopera per una barca inaffondabile.

 

PRONTI AD INTERVENIRE

Non appena si ritrovano anomalie, si inizia ad intervenire. Vengono rimosse le parti ammalorate di acciaio per esser sostituite da nuove lastre e nuovi inserti. L’essenziale è non coprire la lamiera ammalorata. Se venisse invece coperta, tra la vecchia e la nuova lamiera, infatti, si creerebbero delle intercapedini da cui parte la marcescenza.

“La procedura corretta – precisa Montaldo dei Cantieri Navali di Sestri – consiste nel tagliare la lamiera ammalorata, fino ad arrivare all’ossatura centrale e fino a trovare lo spessore originale. Qui si salda poi la nuova lamiera. Non è sempre facile saldare dentro e fuori, come invece sarebbe ideale“.

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Quando si deve saldare bisogna prestare molta attenzione alle lamiere. Bisogna infatti smussare gli angoli e renderli arrotondati, in modo da evitare che, se lasciati spigoli vivi, questi possano creare danni quali crepe. Le dimensioni devono essere tali da sostituire la porzione di fasciame che è sotto lo spessore minimo richiesto.

Grazie al ciclo di pitturazione, le lamiere vengono preservate dopo, garantendo così la loro protezione. Un passaggio fondamentale è la protezione catodica. Questa tecnica elettrochimica salvaguardia dalla corrosione le strutture metalliche esposte a un ambiente elettrolitico (nel nostro caso acqua marina) che può essere aggressivo nei confronti del metallo.

Una volta terminato il lavoro di sostituzione delle parti ammalorate, si applicano degli anodi di zinchi sacrificale, che proteggono lo scafo dalle correnti galvaniche.

Tutti questi procedimenti vengono svolti solo da veri professionisti del settore.

Un minimo sbaglio potrebbe compromettere l’integrità dell’imbarcazione.

Dione Star
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L’ARTE DEL REFITTING DI YACHTS E BARCHE A VELA IN LEGNO

IL REFITTING DI BARCHE A VELA IN LEGNO

Il Cantiere Navale di Sestri specialista nel refitting di barche a vela in legno è stato scelto dal superyacht da 52 metri “Uno”.

 

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Questo Superyacht vincitore di molti prestigiosi premi, in particolare “The World Superyacht Awards” nel 2008, ha commissionato il servizio di refitting e manutenzione per la stagione estiva approdando al Cantiere Navale di Sestri.

Si tratta di un’imponente barca a vela in legno di 52 metri, costruita dai cantieri Royal Huisman nel 2007 e refittata nel 2017, che ha scelto le maestranze altamente specializzate dei Cantieri Navali di Sestri per ritornare al suo massimo splendore.

LA MAESTRIA DEL CANTIERE

Per questo superyacht sono stati svolti vari lavori, dai controlli di manutenzione ordinaria per una navigazione in sicurezza, alla carteggiatura della carena, all’applicazione di nuovi strati di antivegetativa specifica.
Lavori effettuati con massima precisione e cura che si addice al Cantiere Navale di Sestri.

GARANZIA E AFFIDABILITÀ

Il cantiere è una garanzia nel settore del refitting di barche a vela in legno, grazie alle maestranze specializzate dei propri falegnami e maestri d’ascia,  sinonimo di affidabilità e qualita e per lavorazioni più complesse e delicate, tra cui il rifacimento delle coperte in teak, il cantiere affianca ai propri falegnami e collaboratori il compito di raggiungere la massima soddisfare da parte degli armatori più esigenti.

E proprio grazie a questa cura fin nei minimi particolari, il cantiere navale, nel tempo è riuscito a raggiungere prestigio e riconoscimento nel settore e da parte dei numerosi clienti naazionali ed internazionali.

 

 

Borkumriff II
Interventi Restauro Barche d'epoca, NEWS, Refitting, Refitting Nautico

REFITTING NAVALE: IL LAVORO SULLA GOLETTA BORKUMRIFF II

REFITTING NAVALE: IL LAVORO SULLA GOLETTA BORKUMRIFF II

La goletta Borkumriff II torna al suo splendore originale, grazie ad un lavoro completo di refitting nautico durato ben venti mesi.

Da barca dall’aspetto vintage ad un superyacht ultramoderno, grazie al lavoro dei migliori professionisti e studi di design.

 

Quando si parla di refitting di un’imbarcazione si intende una serie di attività come la riparazione, il ripristino, l’ammodernamento di una barca, per allungare la vita della barca e migliorare le sue prestazioni.

Tra i procedimenti del refitting nautico possiamo trovare l’aggiunta o sostituzione di un elemento dello yacht, magari con l’inserimento di elementi più innovativi e tecnologici per dare una resa migliore, migliorie tese a soddisfare i bisogni dell’armatore, l’ottimizzazione delle parti che si sono logorate nel corso del tempo o mal conservate.
Tutti elementi che possono garantire una navigazione da sogno per tutti gli armatori.

Un grande esempio di refitting navale è il caso della Borkumriff II.
Una goletta dallo stile antico e ricercato che nel corso degli ultimi mesi ha subito delle migliorie anche nell’aspetto tecnologico.

Un refitting nautico che ha modificato gli interni della Borkumriff II, rivitalizzati con nuova pavimentazione, rivestimenti, decorazioni, verniciatura e laccatura.
I suoi sistemi tecnici e di navigazione sono stati completamente rivisti e aggiornati.
L’obiettivo era offrire il massimo comfort durante i viaggi ai passeggeri.

L’interno della Borkumriff II ha subito molte modifiche non solo estetiche ma anche tecniche.
La cabina armatoriale della Borkumriff II è stata completamente rinnovata nella decorazione (sono stati eseguiti vari lavori di verniciatura e lucidatura) tra cui l’installazione di un nuovo pavimento in legno di mogano che la rendono sofisticata e di classe.

Interni Borkumriff II

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Cambiamenti che hanno modificato l’aspetto del salone e le cabine degli ospiti. L’interno ha nuovi rivestimenti, tinte e vernici, oltre agli ammodernamenti del sistema audiovisivo e dell’aria condizionata.

Introdotta in tutti gli interni una illuminazione a LED ad alta efficienza energetica. Il meglio per ottimizzare la resa e la durata delle batterie di bordo, garantendo la luminosità su tutti gli angoli della goletta.

Salone Borkumriff II

 

Il suo layout accurato si adatta al meglio alla crociera conviviale a lunga o breve distanza.
Gli alloggi sono adeguati per un massimo di otto persone in quattro cabine. Ciascuna cabina ha un bagno privato e aree pubbliche superbamente pensate sotto e sul ponte.
Essendo stato interamente ristrutturato per incorporare sistemi all’avanguardia e interni eleganti, tra cui nuove finestre, tappezzeria fresca e ampi lavori di falegnameria, il nuovo proprietario di Borkumriff II non rinuncerà a nulla in termini di servizi di lusso mentre la sua estetica conserva un venerabile prestigio.

Attualmente la goletta è situata nei Paesi Bassi, pronta a salpare insieme ai suoi nuovi proprietari per un viaggio indimenticabile.

cantieri navali di sestri
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CANTIERE DI SESTRI, STORIA E TRADIZIONE NAUTICA ITALIANA

La storia e la tradizione della nautica italiana si esaltano nei Cantieri di Sestri

Il cantiere nautico ligure è uno dei migliori nel restauro di barche

In Liguria c’è un cantiere nautico specializzato nel refitting su imbarcazioni d’epoca, dove la tradizione si sposa con le più avanzate tecnologie del settore della nautica. Si tratta del bellissimo e modernissimo Cantiere Nautico di Sestri, che ha riportato all’originario splendore centinaia di barche di tutte le epoche con esperienza e professionalità.

 

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Il cantiere, grande oltre 22.000 metri quadrati, dei quali 13.800 di area a mare e 8.200 a terra, dispone di un ampio piazzale, con aree di stoccaggio, officine meccaniche, spazi per il rimessaggio nautico, spazi aperti con accesso direttamente in mare, e addirittura di un edificio a due piani in cui sono dislocati gli uffici, le sale riunioni e le zone relax per i dipendenti e i naviganti che portano le proprie barche per lavori di riparazione o restauro, e offre loro addirittura una palestra.

UFFICI CANTIERI SESTRI

Il cantiere di Sestri, è un cantiere storico, molto importante per Genova e per tutta la Liguria. Nato negli anni 50′, principalmente per la manutenzione di chiatte e rimorchiatori, è stato riconvertito nel tempo, specializzandosi in nautica e imbarcazioni da diporto, resistendo alle cicliche crisi del settore, pur non disdegnando eccezioni ed accettando di tanto in tanto di intervenire su rimorchiatori e pescherecci.

 

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I proprietari del cantiere investono continuamente nel miglioramento delle strutture e delle attrezzature, oltre che nella formazione del proprio personale, offrendo in ogni settore competenza e professionalità ai massimi livelli.

Dalla carpenteria alla falegnameria, passando per l’idraulica e l’elettronica, il cantiere è all’avanguardia in ogni settore. Inoltre, è stato finanziato un piano di investimenti di circa 2 milioni di euro con cui si copriranno i lavori anche per apportare importanti innovazioni nell’officina e nel reparto falegnameria.

Finora i lavori hanno interessato altre aree, come l’edificio degli uffici. Il cantiere si occupa del restauro yacht con passione, considerando il refitting su imbarcazioni un’arte. Un’arte applicata su vari materiali, dai più tradizionali, come legno, acciaio e alluminio, a quelli utilizzati più recentemente nella nautica per moda o per duttilità del materiale, come il carbonio e il kevlar.

Cantieri di Sestri

Il Cantiere Navale di Sestri è inoltre un centro antiosmosi all’avanguardia autorizzato dalla West System che offre garanzia sui risultati sino a 10 anni. Nel trattamento delle imbarcazioni vengono utilizzati materiali di prima qualità come Raymarine, Mercruiser, Kohler, Boero, Cummins, Awl Grip.

 

Il trattamento delle carene viene fatto con la massima cura e con elevata esperienza. I Cantieri di  Sestri infatti nel carenaggio non hanno rivali, essendo una attività praticata fin dai primi anni di apertura, su scafi di tutti i tipi e dimensioni.

Cantieri di Sestri

I cantieri, infatti, possono ospitare in “cura” anche superyacht di oltre 60 metri di lunghezza, suile carene dei quali possono eseguire senza difficoltà tutti i tipi di lavori, dal trattamento antivegetativo, alla semplice pulizia, ai trattamenti antiosmosi.

 

La completezza di servizi e strutture dei Cantieri di Sestri è unica in tutta la Liguria, e gode di un posizionamento protetto dal mare e dal vento nell’emergente distretto nautico del bacino dell’aeroporto, che lo rende uno dei più sicuri cantieri di tutto il Golfo di Genova, garantendo nel tempo  ad armatori e comandanti sicurezza e affidabilità, oltre che l’altissima qualità.

 

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Dione Star
NEWS

IL SUPERYACHT DIONE STAR AI CANTIERI DI SESTRI PER UN SERVIZIO DI REFITTING

Una star ai Cantieri di Sestri per un servizio di refitting professionale

Il Refitting su grandi imbarcazioni a vela è una delle specialità dei Cantieri Navali di Sestri.

 

Ai Cantieri Navali di Sestri ha fatto visita un cliente speciale; il lussuoso superyacht olandese Dione Star. Una barca a vela di 43 metri e 261 tonnellate in acciaio e alluminio, varata nel 1991, bisognosa di un intervento di refitting professionale.

 

Il cantiere nautico , a cui l’armatore ha affidato il proprio gioiello, ha messo in atto tutta la propria esperienza e professionalità nel refitting su imbarcazoni d’epoca, intervenendo praticamente su tutte le componenti, dalla carpenteria in acciaio alle verniciature, dalla meccanica alla coperta in teak, ripristinando anche la perfezione del piano velico.

 

La Dione Star, non subiva un lavoro di refitting completo dal lontano 2012, ed inizialmente, era stato preventivato un lavoro di refitting modesto, che in corso d’opera ha invece messo alla luce varie necessità che hanno riguardato anche motori, dissalatori, lavanderia, impianti elettrici e idraulici e carena.

 

La nostra squadra di esperti che ha lavorato a questo bellissimo progetto lavorando duramente giorno e notte, ha permesso di riportare all’originario splendore questa speciale “Star” di 43 metri che ha navigato in tutti gli oceani del mondo ininterrottamente negli ultimi 28 anni.

 

La barca è  infatti ha navigato come Charter sia nel Mar Mediterraneo, per crociere di lusso, che come base di navigazioni nei Caraibi durante i mesi d’inverno.

 

Ancora una volta l’eccellenza italiana, dei Cantieri Sestri Navali di Sestri, specializzata anche nel restauro di barche d’epoca, non ha deluso le aspettative, soddisfacendo pienamente il cliente e riportando  al massimo splendore un gioiello di lusso come la Dione Star.

 

 

 

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Cantieri di Sestri, un cambio di rotta

 

Un cambio di rotta, che c’è effettivamente stato, con l’approdo ai Cantieri di Sestri Levante. L’ultima navigazione avrebbe addirittura potuto essergli fatale, pertanto lo yacht è stato portato in Spagna a bordo di una nave, arrivando in camion a Genova, con l’obiettivo di un refitting professionale totale, necessario per riportare lo yacht allo splendore originario.

 

La bellissima Dione Star, così, a Genova, presso i Cantieri Navali di Sestri, ha subito dei servizi di refitting che hanno impegnato ben 50 artigiani altamente specializzati in 8 mesi intensissimi.

 

Dione Star

 

Un lavoro immane, ma sempre all’ordine del giorno a Genova, dove i casi impegnativi sono abituali. In questa occasione, il lavoro preparatorio del refitting vero e proprio è avvenuto con l’imbarcazione ancora in acqua.

 

Dione Star, prima dell’alaggio, è stata resa più leggera, venendo totalmente disalberata. Operazione di per sè non da poco, se si considerano i quattro giorni di preparazione con l’asportazione di bome, satire, e tutto il resto che fosse possibile, prima del disalberamento vero e proprio.

 

Quest’ultima operazione, che è durata una giornata, ha reso necessario l’utilizzo della gru del cantiere, che ha un braccio di 54 metri, per l’albero di mezzana, che è di 32 metri.

 

Mentre per l’albero di maestra, che è alto 44 metri e pesa ben sei tonnellate, è stata fatta arrivare una gru apposita, con 80 metri di braccio e 160 tonnellate di carico. I lavori di refitting non hanno riguardato solo gli alberi, ovviamente.

 

Il refitting ha riguardato anche l’intero piano velico, la revisione dei verricelli, verniciatura completa e rifacimento di tutte le canaline per il passaggio interno dei cavi. Le vele erano usurate e sono state rifatte tutte di sana pianta.

 

In corso d’opera si è palesata la necessità di ulteriori lavori. Il lavoro sulla coperta inizialmente non era previsto, ma dopo aver alloggiato Dione Star su un invaso, i tecnici hanno constatato che l’impermeabilizzazione non fosse più garantita.

 

Il refitting ha interessato anche gli impianti, da quello elettrico, ai generatori, a quello idraulico. La Dione Star, poi, oltre a tutti i lavori di restauro yacht, ha necessitato addirittura di un importante lavoro di disinfestazione, dato che dalle prese d’aria erano entrati all’interno della barca scarafaggi tropicali e altri tipi di insetti e animali. Del lavoro sono stati incaricati esperti specializzati nel settore, che hanno proceduto otturando tutte le prese d’aria e debellando gli sgraditi ospiti.

 

Inoltre, sono stati oggetto di revisione anche dissalatori, lavanderia, impianti elettrici e idraulici, carena, oltre alle esigenze già elencate, tutti lavori necessari per riportare all’originario splendore l’imbarcazione.

 

E’ stata compiuta anche una profonda revisione del motore, che è ancora quello originale, un Baudouin da 400 cv.

 

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Cantieri di Sestri, altissima specializzazione nei lavori di refitting

 

I Cantieri di Sestri hanno sviluppato una serie di collaborazioni con ditte esterne, per garantire la massima qualità, la massima preparazione dei professionisti impiegati nei lavori, e offrire servizi di refitting altamente specializzati.

 

La rete di maestranze di altissimo livello ha lavorato intensamente e ininterrottamente per garantire il rispetto della regola d’arte nell’applicazione di tutti i criteri di massima qualità, che sono lo standard dei servizi di refitting nautico offerti dai Cantieri di Sestri.

 

I professionisti a cui si affida il cantiere sono i migliori nei rispettivi settori, e questo garantisce la massima qualità delle opere realizzate.

 

Dione Star

 

L’intero lavoro, sotto registro, ha visto la presenza e la costante verifica dei lavori dell’ispettore del Boureau Veritas.

 

Il refitting dello yacht ha comportato un massiccio intervento anche negli interni, col rifacimento completo della zona equipaggio. Questo è uno yacht che necessita di almeno otto persone di equipaggio. Dopo il comandante, tre marinai, un motorista, un cuoco e due camerieri, lo yacht deve accogliere l’armatore o i clienti charter, pertanto deve essere impeccabile.

 

Il totale refitting dello yacht degli ultimi mesi non è passato inosservato, dato che la nave è in condizioni ottime ed è adesso pronta nuovamente a salpare per nuove avventure nei mari di tutto il mondo.

 

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